Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 97

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necessario a smorzare le vibrazioni indotte dalla pressione del pulsante di scatto ed evitare l’antiestetico micromosso dell’immagine…

È consigliabile anche avere sempre con sé un astrolabio per sapere in che direzione puntare la reflex e riconoscere almeno parzialmente le costellazioni. Al giorno d’oggi fortunatamente esistono anche delle comode app per i moderni smartphone che ci permettono di orientarci nel cielo solamente puntando il cellulare verso la volta celeste (una di queste è, per esempio, Stellarium).

Io personalmente rimango affezionata all’astrolabio: il gusto di riuscire a riconoscere una costellazione in modo autonomo mi dà ancora i brividi e in più trovo che sia il modo migliore per memorizzarle.

A questo punto, sistemato il cavalletto in direzione nord, visto che è qui che si trovano le costellazioni circumpolari per la nostra latitudine, possiamo iniziare a scattare.

Con una semplice posa di 30 secondi per il 18 mm, e 15 per il 35 mm, il gioco è fatto. Utilizzando un’impostazione di sensibilità ISO abbastanza alta, in genere 1600, e l’apertura massima che consente l’obbiettivo, il risultato è incredibile!

Includendo nello scatto alcuni elementi di paesaggio (la vicinanza ad alcuni elementi terrestri ci permette di avere un termine di riferimento e confronto) renderà le costellazioni fotografate ancora più grandi e maestose agli occhi di chi guarderà l’immagine.

Possiamo anche divertirci, una volta arrivati casa, a disegnare le linee di unione delle stelle che compongono l’asterismo o ad aggiungere altri dettagli alla costellazione, come i nomi delle stelle principali che le compongono. Le stelle hanno tutti nomi molto particolari e che portano con sé una lunga storia e antiche tradizioni e sarà un piacere imparare a conoscerle e a riconoscerle in cielo: la volta stellata apparirà così sempre diversa e via via più familiare.

Invito tutti i lettori a intraprendere questo tipo di ripresa, alla portata davvero di chiunque, in modo da potersi creare un archivio personale delle costellazioni. Non c’è niente di più piacevole che studiare il cielo dalle proprie immagini, la sola vista delle fotografie riporta alla mente sia la serata osservativa sia le emozioni che abbiamo provato da soli o in compagnia amici astrofili!