Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 96

Coelum Astronomia

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Gli obiettivi dovrebbero essere piuttosto luminosi, nell’ordine di f/2, per facilitare il lavoro, ma se intendiamo fare degli scatti a grande campo un 18 mm f/3,5 è più che sufficiente.

Consiglio sempre l’uso di un telecomando per lo scatto in remoto; in assenza di questo però, possiamo sfruttare l’autoscatto che ci permette di far passare quei 2-5 secondi tra il momento in cui premiamo il pulsante di scatto e l’inizio dell’esposizione. In questo modo c’è il tempo necessario a smorzare le vibrazioni indotte dalla pressione del pulsante di scatto ed evitare l’antiestetico micromosso dell’immagine…

È consigliabile anche avere sempre con sé un astrolabio per sapere in che direzione puntare la reflex e riconoscere almeno parzialmente le costellazioni. Al giorno d’oggi fortunatamente esistono anche delle comode app per i moderni smartphone che ci permettono di orientarci nel cielo solamente puntando il cellulare verso la volta celeste (una di queste è, per esempio, Stellarium).

Io personalmente rimango affezionata all’astrolabio: il gusto di riuscire a riconoscere una costellazione in modo autonomo mi dà ancora i brividi e in più trovo che sia il modo migliore per memorizzarle.

A questo punto, sistemato il cavalletto in direzione nord, visto che è qui che si trovano le costellazioni circumpolari per la nostra latitudine, possiamo iniziare a scattare.

Con una semplice posa di 30 secondi per il 18 mm, e 15 per il 35 mm, il gioco è fatto. Utilizzando un’impostazione di sensibilità ISO abbastanza alta, in genere 1600, e l’apertura massima che consente l’obbiettivo, il risultato è incredibile!

Includendo nello scatto alcuni elementi di paesaggio (la vicinanza ad alcuni elementi terrestri ci permette di avere un termine di riferimento e confronto) renderà le costellazioni fotografate ancora più grandi e maestose agli occhi di chi guarderà l’immagine.

Possiamo anche divertirci, una volta arrivati casa, a disegnare le linee di unione delle stelle che compongono l’asterismo o ad aggiungere altri dettagli alla costellazione, come i nomi delle stelle principali che le compongono. Le stelle hanno tutti nomi molto particolari e che portano con sé una lunga storia e antiche tradizioni e sarà un piacere imparare a conoscerle e a riconoscerle in cielo: la volta stellata apparirà così sempre diversa e via via più familiare.

Orsa Minore con la Stella Polare sopra il Lagazuoi.