Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 95

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Sopra. Ecco il meraviglioso risultato finale ottenuto dall'elaborazione delle immagini precedenti.

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puntiamo in direzione sud, dobbiamo necessariamente ridurre i tempi di esposizione per evitare il mosso, proprio perché il moto apparente delle stelle è tanto più veloce quanto più ci si allontana dalla Stella Polare.

In generale, pur tenendo conto di quanto detto sopra, esiste una rapida formuletta che ci permette di calcolare il tempo massimo che non dobbiamo superare per avere le stelle ferme, a seconda della lunghezza focale F del nostro obiettivo: Tmax = 600/F

Ad esempio, se possediamo un obiettivo con lunghezza focale 18 mm dobbiamo prendere il valore di 600 e dividerlo per 18, otterremo così il tempo di posa massimo consentito per il nostro obiettivo.

Di seguito potete trovare alcune indicazioni di riferimento con i tempi già calcolati per i principali obiettivi nel caso in cui abbiamo la fortuna di possedere una camera reflex full-frame (in caso si abbia un diverso tipo di sensore utilizzare la "lunghezza focale equivalente" solitamente indicata):

600/11 = 54,54 secondi

600/18 = 33,3 secondi

600/35 = 17 secondi

600/125 = 4,8 secondi

Sopra. La W rovesciata di Cassiopea, inconfondibile nel cielo, sopra il Lagazuoi (fotografia scattata con un obbiettivo da 35 mm).

Come fotografare le costellazioni

Le costellazioni, essendo dei soggetti molto estesi, sono piuttosto facili da riprendere: in media occupano un’area di 450° quadrati e gli scatti non necessitano di una grande elaborazione in post produzione. Per fotografarle quindi sarà sufficiente trovare un luogo buio da cui osservarle e basterà attrezzarsi anche solo con un obiettivo da 35 mm di focale, se vogliamo riprendere esclusivamente l’asterismo. Già così possiamo ottenere dei bellissimi lavori.

Se intendiamo invece includere nello scatto anche una porzione di paesaggio, dobbiamo necessariamente utilizzare un obiettivo grandangolare, con una focale da 18 mm. Queste lunghezze focali così corte ci aiutano anche per quanto riguarda il problema del seeing: le stelle risultano sempre puntiformi anche quando il loro diametro è di un primo d’arco. Naturalmente non dovremo mai lasciare a casa il nostro fedele treppiede e calibrare accuratamente i tempi di scatto (vedi più avanti) per evitare il mosso dovuto alla rotazione terrestre.