Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 91

L'impostazione di questo lavoro è un po' diversa da quella che caratterizza le precedenti, in cui è il rigore della rappresentazione a far da padrona nella realizzazione dei crateri lunari osservati al telescopio. In questo caso infatti sono tornato a fare il classico illustratore dove la fantasia viaggia insieme al realismo per illustrare, quello che potrebbe vedere un fortunato osservatore che sta scendendo dolcemente sulle guglie di Copernico. La struttura geologica del cratere però è rispettata per quanto possibile: ho dovuto infatti riprodurre in prospettiva un cratere che, come ben sappiamo, si vede perpendicolarmente. Al di là del rigore scientifico quello che cercavo era l'effetto dato dalla vista in prospettiva del famoso cratere, mentre la visione della Terra in lontananza ha fatto la sua comparsa e qui, chiaramente, mi sono ispirato alle celebri foto della Nasa ai bei tempi che furono durante le missioni anni '70 e ‘80.

Non solo rigore scientifico

La Luna è molto luminosa, con una superficie angolare molto grande tanto da formare un’immagine sufficientemente chiara e percepibile sul piano smerigliato, un po’ più complesso invece adottare la stessa tecnica con i pianeti e, naturalmente, ancora di più con gli oggetti del profondo cielo. In questo caso poi, non essendo l’occhio uno strumento ottico che lavora per addizione di luce come un sensore, è praticamente impossibile ottenere delle immagini con lo stesso impatto cromatico ma, in futuro, potrei tentare di disegnare gli elusivi batuffoli di luce che si vedono nel deep-sky, ben consapevole che anche nelle galassie e nebulose colte “a vista” il fascino di queste macchie di luce vibranti è sempre forte, come sanno bene gli estimatori dei Dobson. Un’altra impresa sarà portare questo fascino su carta ma... una sfida alla volta!

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