Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 77

Una riflessione conclusiva

Chi sta cercando una camera di ripresa per iniziare a fotografare le meraviglie del cosmo o chi desidera integrare il proprio parco strumenti con qualcosa di complementare, ora ha a disposizione un’ottima alternativa a costi non troppo elevati, e l’invito è quello di fare le opportune valutazioni cercando di comprendere i punti salienti, i pro e i contro che contraddistinguono le due grandi famiglie di sensori messi a confronto in questo articolo. L’invito consiste nel prendere in considerazione anche le caratteristiche accessorie che accompagnano una camera di ripresa per astrofotografia: reputazione del produttore, capacità di raffreddamento, sistemi per la soppressione dell’amp glow, velocità scaricamento frame, ampiezza di banda necessaria per le riprese di stream video, disponibilità di ruote portafiltri, tipo di filtri da usare

Pubbliredazionale - Inserzione Pubblicitaria - www.coelum.com

77

utilizzare i più diffusi sistemi di autoguida. Considerando l‘elevatissima precisione garantita dalle correzioni degli encoder assoluti, guidare una 10Micron HPS è davvero facilissimo!

Puntamento veloce e preciso degli oggetti celesti

La precisione di puntamento con le montature 10Micron risulta notevolmente elevata e ciò è indubbiamente comodo per tutte le applicazioni amatoriali anche usando sensori di piccole dimensioni e focali piuttosto lunghe. Basti pensare che la precisione del sistema HPS consente di puntare i dettagli della Luna, presenti nel catalogo di bordo.

Ma se tale precisione risulta comoda e piacevole per l’appassionato desideroso di osservare le meraviglie celesti, diventa invece fondamentale per applicazioni scientifiche, laddove per esempio occorra puntare in breve tempo e con sicurezza oggetti poco visibili.

L’elevata velocità di puntamento è utile, inoltre, per accelerare le procedure di allineamento ed è indispensabile per il puntamento dei satelliti (soprattutto dopo il passaggio al Meridiano). E ancora, aiuta a velocizzare i tempi nelle applicazioni scientifiche di ricerca (ad esempio supernovae, astrometria o fotometria), riducendo il tempo di passaggio da un soggetto a un altro, aumentando la quantità di soggetti osservabili e quindi di dati che possono essere ottenuti durante le sessioni osservative.

Sopra. Un’immagine di M 81 ripresa dall’astrofotografo austriaco Christoff Kaltseis, con un Celestron C14 Edge HD (focale di ben 2703 mm), reflex Nikon D810A, su montatura GM1000 HPS per un totale di 28 pose da 300 secondi non guidate.