Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 7

utilizzeremo la nostra grande antenna come scudo al primo passaggio, per determinare se sarà sicuro esporre gli strumenti scientifici nei passaggi successivi», ha detto Earl Maize, responsabile del progetto al JPL. «Sicuramente ci sono alcune incognite ma questo è uno dei motivi per cui per cui questa audace esplorazione viene fatta al termine della missione».

In quest'ultima fase, la sonda, infatti, rileverà alcune preziose ed uniche informazioni che sarebbe stato troppo rischioso ottenere prima: mapperà dettagliatamente i campi gravitazionali e magnetici di Saturno e forse, aiuterà a risolvere il grattacapo sull’esatta velocità di

rotazione del pianeta. Inoltre migliorerà la stima di quanto materiale è contenuto negli anelli, informazione che servirà a formulare l’ipotesi migliore sulla loro origine

e campionerà direttamente le particelle che compongono gli anelli. Ovviamente, data la vicinanza, la sonda fotograferà gli anelli e le nubi di Saturno ad una risoluzione mai ottenuta prima.

Il 15 settembre, orbita 293, segnerà la fine del viaggio: la sonda si immergerà nell’atmosfera di Saturno ed invierà preziosi dati sulla sua composizione fino a quando il segnale, infine, non verrà perso per sempre.

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Sopra. Una foto alla Terra (si vede anche la Luna!) tra gli anelli di Saturno. La sonda è pronta per il suo "Grand Finale", e l'ultimo incontro con Titano ha dato il via alle sue orbite in picchiata tra l'atmosfera di Saturno e il bordo interno degli anelli. 22 orbite che, se tutto andrà come previsto dai piani, la porteranno il 15 settembre all'ultimo mortale tuffo dentro il gigante gassoso.

Nella pagina precedente. L'illustrazione mostra la sonda della NASA Cassini al di sopra dell'emisfero nord di Saturno, pronta a tuffarsi nello spazio tra l'atmosfera del pianeta e i suoi anelli, in una delle 22 orbite del suo Grand Finale. Credits: NASA/JPL-Caltech.