Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 65

Alla scoperta della Nova AT2017 axz

Il contributo e il ruolo degli Astrofili

La sera del 19 febbraio scorso il fato e il mio desiderio di esplorare l’universo, mi hanno portato ad osservare la splendida galassia M 81, nota anche come Galassia di Bode.

M 81 (o NGC 3031) è una galassia a spirale situata a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione boreale dell'Orsa Maggiore. M 81 è una galassia piuttosto brillante, grazie alla sua vicinanza, e se la notte è particolarmente adatta all'osservazione astronomica, può essere individuata anche con un semplice binocolo. Uno strumento come un telescopio rifrattore da 60-80 mm di diametro la mostra come una macchia chiara senza particolari, estesa per alcuni primi e allungata in direzione nord–nordovest – sud–sudest. Un telescopio più grande, sui 140–150 mm di apertura, consente di notare la struttura del nucleo, molto più brillante rispetto alle regioni periferiche, le quali sembrano sfumare gradualmente nel buio del fondo cielo. Con strumenti da 250–300 mm di diametro si evidenziano anche le prime strutture della spirale, sotto forma di variazioni della luminosità dell'alone attorno al nucleo.

Nelle foto a lunga posa, il campo visivo di questa galassia e della vicina M 82 può mostrarsi pervaso da una serie di intricati filamenti nebulosi. Questo sistema di gas e polveri oscure fa parte dell'Integrated Flux Nebulae, una nube di alta latitudine galattica appartenente alla Via Lattea.

Ho sempre nutrito per questi oggetti un grande interesse e ogni volta che li osservo provo una grande emozione in quanto racchiudono un perfetto mix tra eleganza, bellezza e perfezione. Il mese scorso, con mio grande stupore ho appreso, proprio leggendo un articolo sulla rivista Coelum Astronomia (n. 210 di marzo 2017) che il gruppo dell’Osservatorio di Monte Baldo ha scoperto una Nova Extragalattica (AT2017 axz) in M 81. La cosa ha destato subito la mia curiosità ed interesse e la gioia è stata ancora più grande quando, rivedendo le mie acquisizioni, avevo capito di aver ripreso quello stesso fenomeno! In quell’istante ho provato una grande emozione e felicità, come un bambino che osserva per la prima volta il cielo stellato.

Ho così subito contatto Raffaele Belligoli, del team dell’Osservatorio di Monte Baldo, che mi ha dato conferma della prediscovery, avvenuta appena qualche ora prima della scoperta ufficiale.

Strumentazione e Metodo Usato

La strumentazione che ho usato per eseguire la fortunata fotografia è composta da un treppiede in legno Geoptik Hercules, una montatura Skywatcher AZ-NEQ6, un telescopio Newton Wide Photo f/4 di 250 mm di diametro, correttore di coma, una camera CCD ATIK 383L+ raffreddata a –20°C, abbinata a una ruota portafiltri ATIK motorizzata con 7 filtri da 36 mm Baader (CLRGB-Halpha-CLS Astronomik). La posa è stata guidata tramite telescopio guida 70/500 Skywatcher e camera ASI120M con l’ausilio del software PHD Guiding per la camera guida.

A destra. Un’immagine della mia strumentazione, usata per la prediscovery: Newton 250 mm, CCD Atik 383L+, Montatura Az-NEQ6.

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