Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 64

Ognuna delle due stelle definisce un lobo che stabilisce il confine entro cui il materiale libero orbitante è gravitazionalmente legato all’una o all’altra stella. Il materiale esterno al lobo può ricadere sulla seconda stella. In particolare ciò accade quando è la stella stessa ad espandersi fino al confine del proprio lobo di Roche, cosicché i suoi strati esterni vengono gravitazionalmente attratti dalla stella compagna, su cui precipitano gradualmente.

I lobi di roche attorno alle due stelle hanno una forma simile a un 8, o al simbolo dell'infinito. Nel centro del quale, dove i due lobi si toccano, si trova uno dei punti in cui la risultante delle influenze gravitazionali in gioco è nulla, chiamato punto di Lagrange L1. Proprio attraverso questa zona avviene il passaggio di materia da una stella all’altra.

Dopo centinaia di anni di scambio di materia, la stella che raccoglie il materiale della compagna viene inevitabilmente trasformata. La massa si è accresciuta al punto tale che la stella diviene un astro azzurro.

Se però in origine una delle componenti del sistema doppio è una nana bianca, allora si verifica un fenomeno molto più interessante. Semplificando, quando il trasferimento di materia (principalmente idrogeno ed elio) si attiva, la nana bianca si trasforma in una potente bomba nucleare a orologeria. Quando essa accumula abbastanza idrogeno infatti, questo viene bruciato in modo esplosivo, rilasciando un’enorme quantità di energia. Assistiamo così al fenomeno che viene chiamato Nova (da non confondere con il fenomeno di supernova) in cui la stella non viene distrutta dall’esplosione dando il via a un fenomeno ciclico di aumento della luminosità. Periodicamente quindi la nana bianca brucia in modo esplosivo l’idrogeno strappato alla compagna e aumenta la sua luminosità fino a rendersi ben visibile anche se è posta a migliaia di anni luce dalla Terra.

Sotto. L’immagine mostra una simulazione del fenomeno. Si nota il materiale “strappato” alla gigante rossa che precipita per gravità, spiraleggiando, sulla stella più piccola. Crediti: NASA/CXC.

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