Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 59

solare! Questo significa che Mercurio si sposta rapidamente a est e a ovest del Sole allontanandosi fino a una distanza simile a quella dell’alone per poi tornare indietro. Viste in chiave mitica, quindi, le successive elongazioni di Mercurio rappresenterebbero il dio intento a legare Issione alla sua ruota, ora da una parte, ora dall’altra, secondo l’ordine impartitogli da Zeus.

Sopra. Mercurio lega Issione. Il percorso apparente di Mercurio attorno al Sole sovrapposto all'alone solare. Foto e grafica dell'Autore.

Seconda digressione etimologica

In questo genere di ricerche l’etimologia può dare apporti molto significativi, ed è enormemente suggestiva. Molti studiosi hanno tentato di penetrare l’origine del nome “Issione”, al punto che si conoscono almeno 7 versioni differenti della sua etimologia. La più eccitante è quella che collega Ixion ad Akshivan tramite la forma intermedia IxiFon basata sulla parola sanscrita aksha (asse, ruota, carro) più il suffisso –van, come a indicare “quello che tiene l’asse”. Un archeoastronomo sa che quando nel mito si parla di asse, ci si riferisce a quello del mondo, cioè all’asse polare. Tuttavia in questo caso l’accezione dovrebbe essere non “asse” bensì “ruota”, dal momento che aksha era il termine usato all'epoca anche per indicare l'allora recente invenzione del carro. Il mito infatti è solare e non polare. Così Issione/Akshivan sarebbe il detentore di una ruota (l’alone solare, o la Ruota del Sole) o di un carro (quello solare). A conforto di ciò, esiste un personaggio chiamato Aksha nel poema sanscrito Ramayana, della fine del primo

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millennio a.C., il quale per l’appunto era