Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 57

Inoltre bisogna dire che più facilmente notiamo ciò di cui abbiamo già esperienza, per cui, anche se l’alone è lì, sopra di noi, non lo notiamo con facilità.

Il mio primo alone l’ho osservato a Rocca Busambra (PA) durante un’escursione con amici ed era talmente evidente che era quasi impossibile non osservarlo. Ricordo che non ne conoscevo l’esistenza e non sapevo cosa fosse quel cerchio colorato intorno al Sole.

Quel giorno, rientrata a casa, feci un’approfondita ricerca per capire ciò che avevo visto e mi si aprì un mondo: nasceva la mia più grande passione, diventare “cacciatrice” di fenomeni ottici atmosferici, detti “fotometeore”.

La formazione dell’alone è connessa alla presenza di nubi troposferiche, i cirri, che presentano cristalli di ghiaccio a forma di prisma esagonale piatto che, quando sono in caduta, si posizionano in modo tale, rispetto all’orizzonte, da riflettere e rifrangere la luce, generando così l’effetto ottico del cerchio intorno al Sole. Le colorazioni si distribuiscono concentricamente, con il rosso nel cerchio più interno e il blu all’esterno.

Nell’immagine ho ripreso un alone in corrispondenza del tetto di casa mia, dove è solito affacciarsi il mio cagnetto trovatello che si è prestato a sostituire il “cane solare”, un altro fenomeno ottico che accompagna di solito l’alone ma che questa volta è mancante.

In questo alone si nota una seconda formazione alonare che ha reso più luminescenti e accese le colorazioni all’estremità superiore e inferiore dell’alone: si tratta di un arco circoscritto all’alone solare.

L’alone può presentarsi anche intorno alla Luna e in questo caso prende il nome di “alone lunare”. La Luna piena o gibbosa favorisce la sua formazione se sono presenti in cielo strati di cirri.

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