Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 50

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Coelum Astronomia

Sopra. (A) Ricerca di particelle contemporanee in rivelatori diversi, in questo caso le particelle differiscono di circa due secondi e quindi non possono appartenere allo stesso sciame. (B) Un effetto Forbush del 2014, in questa occasione il calo dei raggi cosmici è stato ben evidente. (C) L’effetto stagionale o barometrico sul flusso dei muoni atmosferici, in questo caso i mesi più freddi hanno corrisposto con un aumento dei raggi cosmici misurati a terra. (D) Immagine del cielo in raggi cosmici ottenuta in oltre due mesi di misure, si può notare come allo zenit il flusso di muoni è molto maggiore rispetto alle elevazioni minori, in qualche modo si evidenzia anche un’asimmetria est-ovest.

Naturalmente la semplicità dei rivelatori e alcuni ostacoli tecnici del progetto pongono dei limiti: ad esempio non è possibile determinare l’energia della particella primaria, se non con grossolana approssimazione (del resto non vogliamo fare concorrenza ad Auger!).

Tra i segnali più evidenziabili dall’array di ADA sicuramente c’è l’effetto Forbush (dall’astronomo Scott Forbush). Quando il Sole è molto attivo, il suo campo magnetico provoca una diminuzione dei raggi cosmici che entrano in atmosfera, e di conseguenza il flusso misurato a terra diminuisce (vedi immagine in alto, riquadro B). La diminuzione può essere di pochi punti percentuali o anche molto evidente, questo dipende dal tipo di attività solare e dalla configurazione del campo magnetico interplanetario (spirali di Parker).

Un altro evidente effetto è quello chiamato stagionale, per alcuni motivi che non è possibile descrivere in questa sede, il flusso di muoni atmosferici è modulato dalle condizioni barometriche producendo due meccanismi di modulazione, distinti e contrapposti. Misurando il flusso di raggi cosmici per almeno un anno si nota quindi una modulazione stagionale, ed è interessante notare come questa sia molto localizzata e climatica, infatti dove in alcuni siti prevale il primo effetto di modulazione, in altri prevale il secondo (vedi immagine in alto, riquadro C).