Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 43

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Il progetto amatoriale chiamato ADA (Astroparticle Detector Array) consiste in uno schieramento di rivelatori di raggi cosmici collegati in rete e distribuiti in tutta la penisola italiana. Seguendo lo stesso principio di funzionamento degli Osservatori professionali, ADA ha tutte le potenzialità per rivelare i raggi cosmici di altissima energia. Il progetto è nato dal desiderio di promuovere la fisica delle astroparticelle a qualsiasi livello di divulgazione e fornisce un grande contributo scientifico e didattico alle scuole e agli Osservatori astronomici coinvolti.

Mercoledì 11 gennaio 2012, l’alba non è ancora arrivata, un gruppo di appassionati si sta preparando per salire fino a 6000 metri di quota con due mongolfiere. L’obiettivo è quello di ripetere ciò che nel 1912 il fisico austriaco Victor Hess aveva fatto per dimostrare l’esistenza di particelle subatomiche provenienti dal cosmo: i famigerati raggi cosmici. Gli strumenti, quasi tutti autocostruiti, sono ammassati sul fondo della cesta di vimini (detta anche “gondola”) della mongolfiera. I dosimetri, i rivelatori di muoni e i registratori di dati sono sistemati tra le bombole di propano e quelle di ossigeno e sono pronti per contare quei frammenti di materia generati in atmosfera che sono prodotti da protoni di altissima energia provenienti dallo spazio profondo.

Il volo ha inizio. Tutto funziona a meraviglia e la curva misurata è praticamente la stessa che aveva misurato Hess cento anni prima: i raggi cosmici aumentano progressivamente da terra fino alla massima altitudine raggiunta. La spedizione denominata “VHANESSA” – condotta con la collaborazione del Gruppo Astronomico Tradatese – si rivelerà un successo sia dal punto di vista didattico sia da quello storico-scientifico, tanto da meritarsi una pubblicazione su Astroparticle Physics.