Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 37

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Da qui il nome dei telescopi che sfruttano questo effetto: i telescopi Cherenkov (figura nella pagina precedente). Sono riflettori ottici di grande superficie (i singoli telescopi attualmente operativi sono paraboloidi tassellati da 11 a 25 metri di diametro), in cui il debole lampo di luce Cherenkov viene concentrato su un sensore a matrice di fotomoltiplicatori (pixel) posto nel fuoco del telescopio. Il raggio gamma viene fotografato come se fosse una specie di stella cadente, il cui lampo dura appena 2 o 3 miliardesimi di secondo. L’immagine viene registrata su un sistema di computer e immagazzinata per l’analisi dei dati. La prima rivelazione di una sorgente astrofisica con questa tecnica risale al 1989 e consentì di identificare la nebulosa del Granchio come emettitore di raggi gamma ad altissima energia.

Tre grandi sistemi multitelescopio ad effetto Cherenkov per la rivelazione di raggi gamma altissima energia sono operativi da una dozzina di anni, e sono strutturalmente e funzionalmente simili. HESS (High Energy Stereoscopic System) in Namibia, MAGIC (Major Atmospheric Gamma Imaging Cherenkov telescope) alle Canarie (figura in alto), e VERITAS (Very Energetic Radiation Imaging Telescope Array System) nel deserto dell’Arizona stanno disegnando, in sinergia con il satellite Fermi, la mappa degli emettitori di raggi gamma (e quindi, indirettamente, dei raggi cosmici) nella regione dei TeV. Il risultato più importante finora è proprio quello che dalla morfologia dell’emissione dei resti di supernova nella galassia si è avuta la prova che essi accelerano raggi cosmici fino ad alcune centinaia di TeV. L’Italia ha costruito la superficie riflettente di MAGIC ed è il secondo partner più importante di questo strumento.

Grazie ai telescopi Cherenkov si conoscono oggi oltre 200 sorgenti di raggi gamma di altissima energia. Dalla figura presente nella prossima pagina, si vede che il cielo gamma è popolato soprattutto in corrispondenza del piano galattico: la vicinanza gioca un ruolo fondamentale nel definire l’abbondanza delle sorgenti osservate.

Sopra. I due telescopi MAGIC da 17 metri di diametro sul cratere del vulcano Taburiente all’isola di La Palma. Crediti: R. Wagner, collaborazione MAGIC.