Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 34

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Coelum Astronomia

L’astronomia con i raggi cosmici carichi è però comunque difficile, perché anche con strumenti grandissimi come l’Osservatorio Auger il numero di eventi raccolti è piccolo (qualche decina all’anno), e non è possibile “puntare” oggetti esterni al supergruppo locale di galassie intorno alla Via Lattea: i campi magnetici intergalattici, anche se inferiori per vari ordini di grandezza (da tre a nove, la misura è incerta) rispetto a quelli galattici, lo impediscono.

Astronomia con i raggi gamma

Il Telescopio Spaziale Fermi. Crediti: NASA.

Se l’astronomia con i protoni è difficile, possiamo usare i fotoni (pur diecimila volte meno numerosi). Gli stessi processi nei quali vengono accelerati i raggi cosmici carichi comportano la produzione di fotoni a energie circa dieci-venti volte inferiori (questi provengono dal decadimento dei pioni neutri presenti negli sciami adronici prodotti dai nuclei nelle sorgenti). I raggi gamma, non venendo deviati dai campi magnetici in quanto neutri, puntano direttamente alle loro sorgenti e sono la “firma” dei raggi cosmici carichi. Essi possono venire osservati in modo diretto, sistemando rivelatori su satelliti, o indiretto, rivelando a terra gli sciami di particelle da essi generati nell’interazione con l’atmosfera. Questa seconda tecnica, tuttavia, costringe a osservare soltanto raggi gamma di altissima energia, essendo i raggi gamma di bassa energia assorbiti nelle fasce superiori dell’atmosfera.