Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 24

Martian Moons eXploration (MMX): il Giappone verso Phobos e ritorno

Il Giappone sta considerando seriamente l'invio di una sonda per riportare sulla Terra dei campioni di terreno da Phobos, la più grande luna di Marte. La missione, chiamata Martian Moons eXploration (MMX), ha completato la fase di definizione degli obiettivi, anche se il suo design potrebbe ancora cambiare in futuro. MMX dovrebbe raccogliere campioni dalla superficie di Phobos per permettere studi approfonditi direttamente qui sulla Terra.

Il rinnovato interesse per Phobos e Deimos deriva dal fatto che nuove teorie riportano la nascita delle due lune da una collisione di Marte con un protopianeta, piuttosto che la cattura di due asteroidi da parte del pianeta rosso. Questa possibilità ci permetterebbe di analizzare non un asteroide, ma il materiale di cui era composto Marte agli albori del Sistema Solare.

MMX avrà una massa al lancio di circa 3 tonnellate e sarà suddiviso in tre sezioni: un modulo di propulsione, per entrare in orbita marziana ed eseguire le manovre per avvicinare Phobos, un modulo di ritorno completo di comunicazioni, avionica, capsula per i campioni, pannelli solari e infine un lander con quattro gambe e un braccio robotico per raccogliere il terreno. A differenza di altre missioni simili (Phobos-Grunt, PHOOTPRINT, ecc), come modulo di ritorno si utilizza il modulo principale, semplificando la progettazione e riducendo i costi. MMX decollerà nel settembre 2024 su un vettore H-2 o H-3. Originariamente la JAXA voleva lanciare la missione nel 2022, ma ha deciso di rinviare di due anni a causa di difficoltà di bilancio derivanti dal finanziamento del nuovo X-ray Observatory che sostituirà Hitomi.

MMX raggiungerà Marte nel mese di agosto 2025 e rimarrà nell’orbita del pianeta rosso tre anni. Passato questo periodo raggiungerà Phobos raccogliendo circa 100 grammi di campioni e facendo rotta verso la Terra dove arriverà nel luglio del 2029.

L’approvazione di MMX potrebbe interrompere lo sviluppo della missione europea PHOOTPRINT o della russa Phobos-Grunt 2 avendo queste due obiettivi molto simili alla missione giapponese.

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Mars Science Laboratory

CuriosityMarte, Sol 1672 (19 aprile 2017).

Il grande rover si trova alle falde del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre quattro anni fa.

Durante un normale controllo delle ruote in alluminio di MSL sono state viste due rotture nella ruota centrale del lato sinistro. Danni non presenti nel controllo precedente, effettuato un paio di mesi prima, che hanno perciò attirato l’attenzione dei tecnici del centro di controllo. C’è da dire che i danni alle ruote del rover sono sempre stati notati, fin dall’inizio della missione, e benché non fossero previsti non sono preoccupanti per il proseguimento della missione stessa. La durata totale delle ruote supererà certamente quella della missione e quindi non ci dovrebbero essere problemi. Per sicurezza a Terra si sta procedendo ad alcuni test di durata, per essere sicuri che non compaiano altre complicazioni. Attualmente Curiosity sta esaminando una serie di dune sabbiose in un'unità geologica chiamata “formazione Murray”. Le prossime destinazioni previste sono la "Vera Rubin Ridge", poi una zona contenente argilla ed ematite posizionata sopra il Ridge e un'altra zona posta ancora più in alto contenente solfati.

Ricordo che Curiosity si sta lentamente arrampicando sulle pendici del monte Sharp in modo da risalire le stratificazioni, spostandosi progressivamente verso sedimenti sempre più giovani nella storia del pianeta.

Il 20 marzo l’odometro del rover ha superato i 16 km percorsi sulla superficie marziana.

Intanto il lavoro prosegue.