Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 128

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Coelum Astronomia

7 marzo: i crateri del fondo di Plato

lunghezza di circa 600/800 km verso ovest-nordovest interessando vaste aree dell'oceanus Procellarum andando letteralmente a confluire o a sovrapporsi ad altre simili strutture che si irradiano dai crateri Kepler ed Herodotus/Aristarchus situati nell'oceanus Procellarum, così come si sviluppano in direzione nord-nordest per oltre 600 km fino al settore centrale del mare Imbrium, verso est-sudest fino ai Sinus Aestuum e Medii oppure verso sud fino al mare Cognitum.

Osservare questa particolare tipologia di dettagli lunari, costituiti prevalentemente dai materiali espulsi in seguito ad impatti, richiede che il cratere interessato si trovi a grande distanza dalla linea virtuale che separa il giorno dalla notte lunare. Infatti la condizione ideale sarebbe in prossimità del Plenilunio quando col sole molto alto sull'orizzonte i dettagli vengono quasi completamente annullati mentre ogni struttura geologica superficiale viene letteralmente sovrastata dalle lunghissime strie biancastre aventi forma e larghezza generalmente indefinite, osservazione agevolata anche dalla maggiore albedo esibita rispetto alle zone adiacenti, tanto maggiore quanto più giovane è il cratere dal quale si diramano.

Individuare il cratere Copernicus la sera del 5 maggio non dovrebbe costituire alcun problema, basterà far scorrere il telescopio lungo il terminatore centrando quella "bella macchia chiara" isolata fra le scure distese basaltiche dei mari Imbrium, Insularum e Sinus Aestuum oppure, se preferite, tracciando un ipotetico prolungamento degli Appennini lunari.

I dintorni di Copernicus

Volendo estendere l'osservazione all'esterno di Copernicus in una zona estremamente ricca di innumerevoli dettagli, nell'impossibilità di una sterile quanto inutile elencazione ci limiteremo a segnalare a sud (nel mare Insularum) il "Buco della serratura" costituito da Fauth e Fauth-A, una coppia di piccoli crateri confinanti fra loro con diametro rispettivamente di 12 e 9,6 km oltre all'altra bella coppia situata poco più a sud composta da Reinhold (diametro 49 km) e Reinhold-B (diametro 24 km) individuabili anche con telescopi intorno ai 100mm. Imperdibile l'osservazione dello spettacolare allineamento di piccoli crateri che da Copernicus-G (diametro 4 km) si estende curvilineo verso sudovest in direzione di Hortensius-E (diametro 15 km). Trattandosi di piccole strutture il cui diametro non supera i 4 km (ad es. Copernicus-F) una dettagliata osservazione richiederà strumenti riflettori mediamente intorno ai 180/200mm. La sera del 5 Maggio la visibilità della vasta regione montuosa situata ad ovest di Copernicus sarà condizionata dal procedere della linea del terminatore lunare, venendo a costituire in ogni caso un'ottima opportunità per dettagliate osservazioni in favorevoli condizioni di illuminazione solare. A nord, anche se parzialmente in ombra compatibilmente con la posizione del terminatore, ci potremo spingere fino ai monti Carpatus, catena montuosa molto frastagliata come se fosse intervallata da profondi fiordi, estesa in senso est-ovest per circa 300 km con vette alte 2400 mt, posta a delimitare il margine meridionale del mare Imbrium. Da non perdere sulla porzione orientale dei monti Carpatus la coppia costituita dai crateri Gay-Lussac e Gay-Lussac-A rispettivamente di 27 e 14 km di diametro, osservabili con strumenti di 80/100mm, unitamente all'omonimo solco esteso per 41 km in senso sudovest-nordest, per il quale viene indicato uno strumento riflettore sui 300mm in quanto si tratterà di risolvere se avremo a che fare con un semplice solco, di un allineamento di craterini oppure di una struttura mista. Ad est-nordest di Copernicus si estende la regione ad intensissima craterizzazione dominata dal noto Stadius di cui abbiamo già scritto, mentre a sudest si inizia una vasta area relativamente pianeggiante cosparsa di modesti rilievi e dorsali dove non vi sono dettagli di particolare rilevanza.

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All'esterno di Copernicus ci sarà da divertirsi, infatti avremo la possibilità di spettacolari osservazioni anche con strumenti di modesto diametro se il seeing consentirà un ampio range di ingrandimenti. Come abbiamo visto, siamo in presenza di una tale incredibile quantità e varietà di soggetti che l'unico vero limite è costituito da condizioni osservative purtroppo sempre variabili anche a distanza di poche ore. Per apprezzare fino in fondo l'enorme mole di dettagli a nostra disposizione, è utile sottolineare l'importanza di operare con i massimi poteri di ingrandimento compatibilmente con le condizioni osservative della serata unitamente al perfetto stato di manutenzione dello strumento utilizzato, evitando di eccedere inutilmente nell'ingrandimento e rispettando la regola del doppio del diametro del telescopio espresso in millimetri, metodologia da applicare esclusivamente in perfette condizioni meteo e strumentali. Appare quindi scontato che condizioni non ottimali richiederanno un

contestuale ed inevitabile ridimensionamento delle nostre aspettative, anche se osservazioni a bassi ingrandimenti (circa 100/120x) ci mostreranno comunque bellissime panoramiche su questa regione lunare. Volendo intraprendere un approfondito e dettagliato studio di Copernicus, l'osservazione dovrebbe essere estesa a tutte le fasi lunari in cui la linea del terminatore venga a coincidere con questa eccezionale struttura. Pertanto buone osservazioni ed

attendiamo le vostre immagini che potrete inviare a PhotoCoelum.

NOTA

Tutte le immagini presenti in questa rubrica sono dell’autore, Francesco Badalotti (salvo diversa indicazione). Le fotografie sono state realizzate con un Telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2'30" a 7,5 fps a 1/9". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.