Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 120

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Coelum Astronomia

Mercurio, è presente una componente spettroscopica, dal periodo di soli 4,3 giorni. A rendere le cose ancor più complicate, infine, la presunta appartenenza di altre tre stelle presenti “nei paraggi”: la prima a 26" d'arco (mag. +12,5), la seconda (mag. +10,0) a 46" d’arco e la terza (mag. +11,5) addirittura a 62" d’arco: particolarità che, se fosse reale, renderebbe quello di ζ Lyr un sistema addirittura sestuplo, come quello della ben nota Castore.

Segnalo adesso una vera curiosità. Lo spazio subito a sud della coppia δ e ζ Lyr è occupato da alcune stelle sparse di settima grandezza che in alcuni atlanti celesti vengono “accorpate” in un ammasso stellare chiamato Iskudarian 1, dal nome dell’astronomo armeno che nel 1961 ne pubblicò la scoperta. Si tratta, in realtà, di un caso piuttosto anomalo, nonché controverso, in quanto nella medesima pubblicazione l’astronomo affermava che tale ammasso comprendeva «26 stelle con luminosità compresa tra le magnitudini +15,8 e +20,2» (!), quindi non certo riferendosi alle 9-10 stelle che è facile scorgere anche con un comune binocolo sotto buone condizioni di cielo. E proprio con un comune binocolo, spaziando lungo il piano galattico, non è certo difficile incontrare concentrazioni di stelle ovunque così come scorgere aree permeate da un certo chiarore di fondo... Sicuramente ciò non basta per poter affermare che sono stelle legate realmente tra loro e, ad ogni modo, è alquanto strana l’individuazione di stelle così deboli, a dire dell’astronomo, in un campo permeato all’inverosimile da stelle di quelle magnitudini!

Iskudarian 1, l’ammasso che non c’è

Epsilon Lyrae: la “Doppia Doppia”

«Segnaliamo subito una curiosità interessantissima, diremmo quasi meravigliosa, che ci offre la stella ε, a sinistra e un po più alta di Vega»: con queste parole del grande C. Flammarion chiudiamo questa prima parte del nostro viaggio nella costellazione della Lira con uno dei più straordinari sistemi multipli a oggi conosciuti, forse il migliore in assoluto per quanto riguarda l’osservazione telescopica: parliamo di

ε Lyr, altrimenti nota come “la doppia doppia”. Situata 1,7° nordest di Vega, se osservata a occhio nudo essa splende di quarta grandezza, percepita, a patto di avere una buona vista, come una stellina allungata. Uno spettacolo certamente notevole lo fornisce già la visione al binocolo, dove ε viene risolta in una coppia stelle quasi identiche per luminosità e colore, separate da 3,5', fisicamente legate tra loro, particolare che ne fa un sistema binario. La più settentrionale delle due è chiamata ε1 Lyr ed ε2 Lyr quella a sud. Ma lo spettacolo aumenta con l’ausilio di un telescopio

da almeno 75 mm: ognuna delle due è infatti separata in altre due coppie orientate quasi ortogonalmente tra loro: un sistema binario, quindi, le cui componenti sono a loro volta binarie. Il primo a osservarle fu W. Herschel nel 1779, che ne misurò anche la separazione angolare. Al fine di separare queste strette componenti, non è solo necessario utilizzare buone ottiche ma sarà fondamentale anche effettuare le osservazioni con una buona stabilità atmosferica. Incredibilmente, tutte e quattro le componenti sono di tipo A e simili tra loro per luminosità e per separazione, pari a 2,35" d’arco. La prima misura ad alta precisione della loro orbita risale solo al 1980. Le componenti di ε1 hanno magnitudine +4,7 e +6,2 ed un periodo orbitale stimato in circa 1800 anni, separate “al momento” da circa 140 UA. Quelle di ε2 hanno esattamente magnitudine +5,1 e +5,5 e un periodo orbitale pari a 585 anni. I due sistemi principali sono separati da almeno 2000 miliardi di chilometri, cifra che potremmo tranquillamente