Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 118

L’Ammasso Stephenson-1

Le due stelle appena descritte si trovano contornate da una quindicina di stelle moderatamente luminose estese per circa 35', le più luminose delle quali di magnitudine compresa tra la +8 e la +10: parliamo dell’ammasso aperto Stephenson-1, un’entità estesa nello spazio per circa 6 anni luce. La natura compatta di questo gruppo venne sospettata per la prima volta nel 1959 dall'astronomo americano C. B. Stephenson, e successivamente confermata dall'astronomo W. Bronkalla nel 1963, ma la prova di tale associazione venne da successive osservazioni fotometriche eseguite con i telescopi di Monte Palomar e Monte Wilson condotte dall’americano O. J. Eggen, che trovò 33 membri effettivi entro la magnitudine +5,5. Lo stesso Eggen costruì un diagramma colore-magnitudine per le componenti da lui individuate, rilevando che queste erano giovani, con un’età comparabile con quella delle Pleiadi. Assai curiosamente, lo stesso astronomo si accorse che il moto nello spazio delle stelle di questo ammasso sembrava essere identico proprio a quello delle Pleiadi (caso non isolato, si consideri il caso degli ammassi delle Iadi e del Presepe che condividono lo stesso moto). L’ammasso di δ Lyr, così come viene anche chiamato, non è certamente ricco di stelle: a un’attenta osservazione telescopica si possono contare una ventina di componenti anche se il loro numero, con l’ausilio di strumenti di grande diametro, aumenta fino a circa una trentina entro la quattordicesima grandezza e non sarà difficile notare come tale gruppo manchi di una concentrazione centrale. Ad ogni modo, la distanza dell’ammasso si aggira attorno ai 1220 anni luce, quindi almeno 326 anni luce maggiore della coppia δ1-2 Lyr: la colorata coppia è quindi solo prospetticamente stagliata sull’ammasso.

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Sopra. Una bella immagine di delta Lyrae: evidente il forte contrasto cromatico tra le due stelle. Nella stessa immagine è presente anche l’ammasso Stephenson-1. Crediti: Bernhard Hubl (www.astrophoton.com).