Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 115

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oggetti che risiedono nella nostra galassia, partiamo da molto più lontano, segnalando una bella coppia di piccole galassie ellittiche poste indicativamente 7° a nordest di Vega, NGC 6703 e NGC 6702, che forniscono una bella visione “di profondità” (con l'ausilio di un telescopio da almeno 200 mm di diametro) essendo separate da poco più di 10'.

La prima, lontana 26 Mpc, è anche la più luminosa e grande tra le due, splendendo di magnitudine +11,3 e mostrandosi estesa per quasi 2,7', il doppio della compagna. Scoperte da H. L. D'Arrest, le due galassie presentano velocità di recessione differenti – NGC 6702 di 4727 km/s ed NGC 6703 di 2365 km/s – e la distanza tra questi due oggetti, prossima ai 30 Mpc, suggerisce che non siano in realtà fisicamente legati. Nelle immagini riprese dai telescopi professionali, NGC 6703 esibisce un nucleo luminoso e un alone molto più contenuto rispetto alla “compagna” NGC 6702, che sembra più allungata. Quest'ultima è una cosiddetta galassia “LINER”, caratteristica per il suo spettro intriso di linee di emissione, segno probabile di una certa attività di tipo AGN (active galactic nuclei, nuclei galattici attivi) nel suo nucleo o, caso estremo per una galassia ellittica, dovuto a un certo tasso di formazione stellare avanzato.

NGC 6702 potrebbe aver subito un episodio di fusione in tempi astronomici relativamente recenti, circa 2 milioni di anni fa. Una prova di questo evento sarebbe il suo colore ma, soprattutto, il fatto di presentare due distinti sistemi di ammassi globulari e, non ultima, una banda di polveri situata proprio nei pressi del centro della galassia.

Poco di più di 2,5° a sudest di questa coppia troviamo la prima stella interessante della costellazione, R Lyr, una variabile semiregolare la cui luminosità apparente varia tra le magnitudini 3,9 e 5 in un ciclo primario di 46 giorni ma al quale se ne sovrappongo altri lunghi 34, 378 e 1000 giorni; lontana 300 anni luce, l'escursione fotometrica di questa gigante rossa di tipo M5 (3300 K) luminosa 4000 volte il Sole può essere bene seguito con l'uso di un binocolo, che ne accentua anche la singolare tonalità cromatica.

NGC 6791

Puntando un telescopio da almeno 150 mm 50' a sudest di θ Lyr balzerà all’occhio la presenza di una chiazza indistinta, un debolissimo alone diffuso. Si tratta di NGC 6791, scoperto da F. Winnecke nel dicembre del 1853, un ammasso stellare aperto, immerso in un ricchissimo campo di stelle tale che non è facile individuarne i contorni. La cosa più interessante di questo ammasso è che è uno dei più antichi oggetti della sua categoria ad oggi individuati nella galassia, vecchio di almeno 8 miliardi di anni. Come tutti gli ammassi aperti evoluti, anch’esso non contiene quasi più stelle dalla luminosità intrinseca elevata, tanto che la luminosità assoluta media oscilla tra le 0 e le –0,5 magnitudini: in altre parole, stelle luminose non più di un centinaio di volte il Sole. In esso sono state individuate 47 stelle vagabonde blu nonché 174 giganti rosse. Sfortunatamente, a causa dell’elevata distanza di questo insieme, stimata in circa 13 300 anni luce, le sue stelle apparentemente più luminose splendono di magnitudine +13. La sua luminosità integrata è pari a +9,5 magnitudini, il che lo rende un oggetto