Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 113

Nella Storia e nel Mito

Nella mitologia greca, questa piccola figura rappresentava la lira di Orfeo, realizzata da Hermes con un guscio di tartaruga e da questo donata ad Apollo. La leggenda vuole che la musica

prodotta da Orfeo con questo strumento a corde fosse così dolce e bella che anche i corsi d'acqua o le rocce e le piante ne restavano affascinati. Proprio i suoni prodotti da quella magica lira tranquillizzarono Giasone e gli Argonauti quando

dovettero affrontare le insidiose voci delle

pericolose sirene. Orfeo, in seguito, sposò la ninfa Euridice ma questa venne fatalmente morsa da un serpente che la uccise. Per recuperare l’amata compagna, Orfeo si addentrò negli Inferi dove, con la sua lira, riuscì a incantare addirittura Ade che, commosso, permise al giovane di portare via la sua amata ma a patto di non voltarsi mai a guardare se l’anima di questa fosse dietro lui finché non fossero usciti da quel luogo oscuro. Orfeo tenne duro ma, uscito dall'antro che conduceva nell'Ade, la

sua curiosità fu troppo forte e si voltò a guardare Euridice. Questa, che non era ancora

uscita dalla grotta, in

un attimo venne risucchiata per sempre negli Inferi. Afflitto, il musicista trascorse il resto della sua vita strimpellando la lira vagando senza meta e rifiutando ogni altra offerta di matrimonio ricevuta da altre donne. Infine, dopo la sua morte, le muse posero il suo strumento musicale tra le stelle. La Lira fu anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo nel suo Almagesto. Più tardi, la cultura araba ne adottò la rappresentazione identificando in quelle stelle una sorta di avvoltoio o un’aquila planante avente nel becco proprio lo strumento a corde. Curiosamente,

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Una rappresentazione artistica della figura della Lira, qui nella versione meno canonica che prevede la presenza di un rapace che trattiene lo strumento musicale tra le sue zampe. Cortesia: GPNoi.

Nella Storia e nel Mito

Vega ha rivestito sempre grande importanza in Astronomia, tanto da essere definita "la stella più importante nel cielo dopo il Sole": circa 14 000 anni fa, non lontano da essa giaceva l’allora polo nord celeste. La stella polare dell'epoca era quindi Vega, lontana solo pochi gradi dal polo e, sempre per effetto della precessione dell'asse terrestre, tornerà ad esserlo nuovamente tra 12.000 anni.

Nella mitologia greca, questa piccola figura rappresentava la lira di Orfeo, realizzata da Hermes con un guscio di tartaruga e da questo donata ad Apollo. La leggenda vuole che la musica

prodotta da Orfeo con questo strumento a corde fosse così dolce e bella che anche i corsi d'acqua o le rocce e le piante ne restavano affascinati. Proprio i suoni prodotti da quella magica lira tranquillizzarono Giasone e gli Argonauti quando dovettero affrontare le insidiose voci delle pericolose sirene. Orfeo, in seguito, sposò la ninfa Euridice ma questa venne fatalmente morsa da un serpente che la uccise. Per recuperare l’amata compagna, Orfeo si addentrò negli Inferi dove, con la sua lira, riuscì a incantare addirittura Ade che, commosso, permise al giovane di portare via la sua amata ma a patto di non voltarsi mai a guardare se l’anima di questa fosse dietro lui finché non fossero usciti da quel luogo oscuro. Orfeo tenne duro ma, uscito dall'antro che conduceva nell'Ade, la

sua curiosità fu troppo forte e si voltò a guardare Euridice. Questa, che non era ancora uscita dalla grotta, in un attimo venne risucchiata per sempre negli Inferi. Afflitto, il musicista trascorse il resto della sua vita strimpellando la lira vagando senza meta e rifiutando ogni altra offerta di matrimonio ricevuta da altre donne. Infine, dopo la sua morte, le muse posero il suo strumento musicale tra le stelle.

La Lira fu anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo nel suo Almagesto. Più tardi, la cultura araba ne adottò la rappresentazione identificando in quelle stelle una sorta di avvoltoio o un’aquila planante avente nel becco proprio lo strumento a corde. Curiosamente,