Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 107

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Sopra. M 13 in Ercole. Ammasso globulare di vecchie giganti rosse in pieno spazio extragalattico, 25 000 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto ASTRA #1 (Ritchey-Chrétien, 1354 mm/5.4 & SBIG ST8XME su GM2000, Vidor, TV). Enzo Pedrini.

È il più luminoso ammasso globulare del cielo boreale. Sotto i cieli bui di campagna potrebbe risultare visibile a occhio nudo e senz’altro anche un piccolo binocolo lo farà apprezzare come un batuffolo luminoso rotondeggiante. Un telescopio da 15 cm, ma anche già un più modesto 114 mm, inizierà a risolvere la nuvoletta luminosa in stelle che, al telescopio con diametro più generoso, si trasformerà in un’esplosione di centinaia di stelle, densissime al centro e via via più rarefatte verso la periferia. Questo ammasso globulare venne catalogato da Charles Messier, ma fu scoperto da Edmond Halley, lo scopritore della cometa omonima.

Grande 165 anni luce, contiene diverse centinaia di migliaia di stelle: in prevalenza giganti rosse e nane rosse. La sua età è stimata infatti tra i 12 e i 14 miliardi di anni, ovvero ai tempi della nascita del nostro Universo. Orbita nello spazio extragalattico, a 25 000 anni luce dalla Terra, intorno al centro della nostra galassia, in un’orbita che compie in 200 milioni di anni.

43 anni fa fu inviato proprio verso M 13 un messaggio radio dal grande radiotelescopio di Arecibo: 1679 bit che raccontano di noi e del nostro pianeta.

M 13, il grande ammasso globulare di Ercole