Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 88

di Gian Paolo Graziato

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Coelum Astronomia

La Luna mi va a pennello” ricordo di aver pensato questo quando decisi di intraprendere questa sfida dal sapore un po’ rétro: creare delle immagini realistiche del nostro satellite ma senza ricorrere necessariamente alla fotografia, per tornare ai vecchi tempi, quando i nostri antenati, scrutatori del cielo, disegnavano quello che vedevano con carta e matita e… tanta pazienza.

E di questa mi sono armato insieme a un’intuizione che ho avuto pensando a un vecchio stratagemma ottico: la Camera Ottica, di rinascimentale memoria. Questa ha aiutato decine di pittori, quando la fotografia non

esisteva, proiettando l’immagine che il pittore voleva riprendere su un vetro smerigliato dove l’artista, in questo modo, aveva un riferimento corretto sulle centinaia di particolari che poteva posizionare, poi, correttamente sulla tela.

Ho applicato lo stesso principio, con un vetro smerigliato (per l’esattezza una lastra di plexiglass 20x30 cm con sopra un foglio di carta da lucido) applicato a una trentina di centimetri davanti all’oculare, dove si forma per proiezione l’immagine di una porzione della Luna. Per questo scopo uso oculari di non cortissima focale, per non abbassare la luminosità dell’immagine (di solito un 15 mm al fuoco del mio buon vecchio Meade 2080 SC di 20 cm). In questo modo posso produrre dei lucidi dove la posizione di crateri, montagne, ombre e luci sono riportate con precisione. Questi lucidi poi li trasferisco su cartone per il dipinto.

Nella figura 1 si vedono i lucidi in questione, in questo caso di Platone e della Vallis Alpes (qui sono 3 ma possono essere di più se la zona è più vasta), nelle figure 2 e 3 la progressione del lavoro con il trasferimento su cartone e il dipinto vero e proprio.

Aiuta una buona conoscenza del disegno e della pittura: anni di illustrazione mi hanno dato gli strumenti e l'esperienza che ho riversato in questi dipinti. Avere un buon disegno aiuta ma si è soltanto a metà dell’opera. La mia intenzione è di produrre una serie di lavori, una specie di galleria delle più belle formazioni lunari. Il tentativo è di dare un più visibilità a una disciplina, quella del disegno astronomico, che si è un po’ persa in mezzo alle meraviglie dei moderni sensori, che tutti i giorni, anche a livello amatoriale, ci regalano immagini spettacolari.

Un vantaggio però c’è nel disegno astronomico rispetto alla fotografia. Dal momento che le sessioni osservative per un disegno possono protrarsi per più giorni, nel caso di Copernico (di cui è possibile leggere la guida all’osservazione nella rubrica Luna di questo mese), ad esempio, la sua magnifica raggiera cambia con l’incidenza dei raggi solari e, giorno dopo giorno, è diversa. Ho così potuto, con questo celebre cratere, fare una media interpretativa della raggiera stessa, cosa impossibile con un sensore che registra frazioni di tempo troppo corte per rilevare cambiamenti di questo tipo.

Poi, ovviamente, il tempo di esecuzione di un disegno, dai lucidi al dipinto, è enormemente più lungo rispetto a quello necessario per effettuare uno scatto fotografico e conseguente elaborazione di un file astronomico ma... si sa che il bello di una sfida risiede anche nel tempo e nella soluzione delle difficoltà per portarla a termine.

La Luna mi va a pennello