Coelum Astronomia 211 - 2017 - Page 134

La cometa protagonista del periodo dovrebbe risultare ancora la 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak, che dopo essere transitata al perielio il 12 aprile, passando anche piuttosto vicina al nostro pianeta, si sta ora allontanando. Pur in calo dovrebbe mantenersi discretamente brillante, mostrandosi non lontana dall'ottava grandezza a inizio mese e dalla nona a fine maggio, fattore che la pone alla portata di strumenti anche modesti. Sarà già osservabile non appena fa buio e poi per tutta la breve notte astronomica, impegnata in una corsa tra le stelle della Lira e dell’Ercole.

In aprile, nel momento del suo massimo fulgore, non ha esaltato, mostrandosi molto diffusa e dunque diluendo la propria luminosità stimata non distante dalla sesta magnitudine su parecchi primi d’arco. In pratica è sembrato di osservare una debole nebulosa non proprio elementare da “staccare” dal fondo cielo.

Proprio per questo non ha impressionato gli osservatori, anche se è stata capace di scaldare i cuori dei più attivi in questo campo, che apprezzano anche oggetti piuttosto modesti come questo, sempre belli da seguire per le loro continue trasformazioni e il loro movimento in cielo.

La C/2015 V2 Johnson è stata invece fin qui un’autentica delusione e a questo punto, quasi sicuramente, dovremo accontentarci di un “astro chiomato” che a giugno, bene che vada, arriverà a sfiorare la settima magnitudine, luminosità modesta ma nemmeno troppo disprezzabile. Dopo una lenta fase di crescita la Johnson pare abbia esaurito la materia prima, ovvero le polveri, arrivando quindi “svuotata” all’appuntamento con il Sole (e con noi).

Personalmente l’ho osservata a metà aprile con un binocolone 20x90, trovandola comunque leggermente cresciuta in luminosità (l’ho stimata attorno alla nona grandezza). Data la sua favorevole posizione meriterà comunque di essere osservata.

La troveremo tra le stelle del Boote, già visibile all’inizio della notte astronomica e poi per tutte le restanti ore di buio. La sua luminosità non dovrebbe essere distante dall’ottava magnitudine.

Interessante sarà seguire anche la C/2015 ER61 PanSTARRS, che è purtroppo posizionata bassissima in cielo, quasi sulla linea dell’orizzonte per le regioni settentrionali italiane. In aprile un outburst le ha fatto guadagnare una magnitudine nell’arco di poche ore portandola dalla nona all’ottava grandezza.

L’ho osservata pochi giorni prima dell’evento sempre con il mio fido binocolone 20x90, trovandola molto debole anche perché bassa sull’orizzonte ma comunque visibile. Un tentativo, per chi non si arrende prima di aver combattuto, va quindi fatto anche in maggio, anche perché potrebbero verificarsi nuovi outburst che la mostrerebbero più luminosa del previsto.

Andrà cercata appena prima dell’alba, puntando gli strumenti verso la costellazione dei Pesci, luogo dove trascorrerà l’intero periodo preso in esame. Maggio è il mese del suo passaggio al perielio e del presumibile picco di luminosità, che la potrebbe portare fin su alla settima magnitudine (outburst esclusi).

Un’altra bella cometa da seguire, nonostante la scarsissima altezza in cielo, sarebbe potuta essere la C/2017 E4 Lovejoy. L’ho cercata a inizio aprile, trovandola sorprendentemente luminosa (ottava magnitudine) nel binocolo 20x90. È stata scoperta da un noto astronomo dilettante australiano, Terry Lovejoy, già autore di altre scoperte. Le comete di

La 41P è ancora protagonista

COMETE

di Claudio Pra

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