Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 98

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Coelum Astronomia

È il caso più eterogeneo, dove possono andare bene sia gain bassi sia gain elevati, magari per lo sviluppo di un HDR che riesca a dare una buona dinamica su zone brillanti e zone più deboli. In caso di inquinamento luminoso è tipicamente meglio scegliere gain bassi (diciamo attorno allo unity gain) e raccogliere comunque un numero di pose elevato, a patto di possedere uno strumento con rapporto focale favorevole. Rimanendo sull’esempio proposto della Grande Nebulosa di Orione (M 42), il nucleo può essere ripreso con la tecnica descritta al punto 1.

2. Soggetti estesi e con forti variazione di luminosità (come M 42) ripresi a banda larga (es. L-RGB)

Se la qualità del cielo è buona, è opportuno alzare il gain e allungare a diverse decine di secondi o qualche minuto la lunghezza delle pose. In caso di inquinamento luminoso è invece meglio abbassare il gain e allungare le pose a diversi minuti, tenendo presente che il numero di pose dovrà essere necessariamente alto. Non serve dire che la soluzione al cielo inquinato, purtroppo, non esiste!

3. Soggetti deboli ripresi a banda larga (es. L-RGB)

È possibile assimilare questo caso a quello dei soggetti deboli ripresi in LRGB. In questo caso però il contributo dell’inquinamento luminoso sarà minore e dunque, con qualsiasi setup, può essere utile alzare il guadagno ed eseguire pose di qualche decina di secondi o qualche minuto.

4. Soggetti luminosi ripresi a banda stretta

Sopra. La nebulosa planetaria M 76 in Perseo ripresa dall’autore con un rifrattore apocromatico 152 mm F/8 e camera CMOS QHY163M raffreddata a -25° C. Si tratta della somma con sigma clip rejection di 200 pose da 10 secondi l’una a gain 30 e offset 120, ripresa in forti condizioni di inquinamento luminoso. La serata era contraddistinta da forti correnti in quota, ma usando pose così corte, il FWHM della somma si è attestato a 2 secondi d’arco circa, quando tipicamente nelle stesse condizioni, e usando una camera CCD con pose di diversi minuti, i diametri stellari difficilmente scendono sotto i 3 o 4 secondi d’arco di FWHM.