Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 93

Ci troviamo dunque in un momento particolarmente esaltante e prolifico per chi si occupa di buchi neri, di onde gravitazionali e di materia oscura, e non c’è motivo di pensare che con l’arrivo ormai prossimo delle nuove tecnologie questo interesse cali.

L’astronomia delle onde gravitazionali ci permetterà di investigare l’Universo in modi totalmente nuovi e sicuramente molte scoperte, anche inattese, sono all’orizzonte (vedi box in basso).

Se poi questo permetterà finalmente di capire in che forma si presenta la “massa mancante” dell’Universo, allora avverrà l’unione, inaspettata, di ben tre importanti campi della fisica: la nuovissima astronomia delle onde gravitazionali, la cosmologia e la fisica delle particelle.

Ma anche nel caso i risultati fossero negativi, e tutto questo interesse attorno alla nostra ricerca portasse alla definitiva conclusione che la materia oscura non è fatta di oggetti compatti come buchi neri primordiali, come nuovi studi proprio in queste settimane mirano a dimostrare, sarebbe comunque un tassello in più verso la comprensione della sua natura e, a questo punto, ogni tassello diventa importante.

Indicazioni definitive sulla validità delle nostre ipotesi, come detto prima, potranno arrivare nei prossimi 5 o 10 anni: l’unione delle osservazioni che la comunità astrofisica ha proposto in questi mesi potrà mettere quindi un punto fermo sulla

questione e permettere di compiere un passo avanti in più verso la comprensione del nostro Universo.

lavorando sulla distribuzione di masse dei buchi neri binari e il fondo stocastico di onde gravitazionali. Mentre nel frattempo Yacine Ali-Haimoud sta lavorando con Marc Kamionkowski per ricalcolare nuovamente i limiti imposti dalle rilevazioni della CMB, oltre agli studi già citati di prima del Natale 2016, che concordano sul ridurre la forza di quei limiti [Y. Ali-Haïmoud and M. Kamionkowski, (2016), arXiv:1612.05644 e K. Blum, D. Aloni, and R. Flauger, (2016), arXiv:1612.06811].

Dato l’interesse che il modello dei buchi neri primordiali ha suscitato nella comunità scientifica internazionale, sono poi fiorite altre ricerche che propongono di testarlo usando osservazioni di sorgenti a raggi X, o di investigare più a fondo i limiti teorici (ad esempio, non c’è ancora una spiegazione accettata e completamente sviluppata per spiegare come tali oggetti si possano essere formati).

Prospettive future

Nuove scoperte all’orizzonte

- The Quest for B Modes from Inflationary

Gravitational Waves di Cutler C., Holz D. E., 2009, Physical Review D80, 104009

- Cosmic microwave background limits on

accreting primordial black holes di Kamionkowski M., Kovetz E. D., 2016 ARA&A, 54, 227, arXiv:1510.06042

- Alvise Raccanelli - Gravitational wave

astronomy with radio galaxy surveys

MNRAS 2017, arXiv:1609.09377

- Gravitational waves from inflation di

Guzzetti M. C., Bartolo N., Liguori M., Matarrese S., 2016, Riv. Nuovo Cim., 39, 399

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