Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 82

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Coelum Astronomia

Materia Oscura? La nascita di una nuova ipotesi

Quando i primi rumors affidabili sulla prima rilevazione di onde gravitazionali iniziarono a circolare, poco prima del Natale 2015, come molti altri fisici e astrofisici, abbiamo iniziato a pensare a cosa questo poteva portare – cosa poteva averle causate, ma anche cosa significava per le nostre ricerche, quali altre strade si potevano aprire – e a discuterne principalmente durante i pranzi o le pause caffè.

Le idee erano tante e una delle cose che ci interessava di più era collegare queste osservazioni alla possibile nascita ed evoluzione dei semi, ovvero gli antenati, dei buchi neri supermassivi, che sono ancora un mistero.

Dopo le vacanze di Natale, era ormai chiaro che LIGO aveva visto qualcosa e che l’annuncio era vicino.

Abbiamo quindi iniziato più seriamente a dedicare del tempo per capire cosa potesse esserci di nuovo e interessante da dire. Una delle idee che avevamo era quella di considerare la possibilità che i due buchi neri che si erano fusi dando origine alle onde gravitazionali viste da LIGO potessero essere in realtà di origine primordiale. Buchi neri formatisi nei primi istanti di vita dell’Universo, non come collasso di stelle massive, come accade per i buchi neri “normali”, ma per via di complicati meccanismi che accadono nell’Universo primordiale.

Sopra. LIGO presso Livingston (Louisiana, USA), uno dei due grandi interferometri laser che hanno rilevato per la prima volta il segnale delle onde gravitazionali nel settembre 2015, riportato nel grafico in alto. Crediti: LIGO.

Quando i primi rumors affidabili sulla prima rilevazione di onde gravitazionali iniziarono a circolare, poco prima del Natale 2015, come molti altri fisici e astrofisici, abbiamo iniziato a pensare a cosa questo poteva portare – cosa poteva averle causate, ma anche cosa significava per le nostre ricerche, quali altre strade si potevano aprire – e a discuterne principalmente durante i pranzi o le pause caffè.

Le idee erano tante e una delle cose che ci interessava di più era collegare queste osservazioni alla possibile nascita ed evoluzione dei semi, ovvero gli antenati, dei buchi neri supermassivi, che sono ancora un mistero.

Dopo le vacanze di Natale, era ormai chiaro che LIGO aveva visto qualcosa e che l’annuncio era vicino.

Abbiamo quindi iniziato più seriamente a dedicare del tempo per capire cosa potesse esserci di nuovo e interessante da dire. Una delle idee che avevamo era quella di considerare la possibilità che i due buchi neri che si erano fusi dando origine alle onde gravitazionali viste da LIGO potessero essere in realtà di origine primordiale. Buchi neri formatisi nei primi istanti di vita dell’Universo, non come collasso di stelle massive, come accade per i buchi neri “normali”, ma per via di complicati meccanismi che accadono nell’Universo primordiale.

Il rumor che circolava inizialmente si riferiva alla rilevazione di onde gravitazionali causata dalla fusione di due buchi neri di 10 masse solari. Non ancora particolarmente interessante per le nostre ricerche ma, un giorno, mentre ne stavamo discutendo in una delle sale conferenze del dipartimento, si inserisce curioso Nima Arkani-Hamed (un teorico delle particelle all’Institute for Advanced Studies di Princeton – New Jersey,

LIGO Hanford

LIGO Livingston