Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 81

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Ricorderete tutti lo storico annuncio dell’11 febbraio 2016 relativo alla prima rilevazione di onde gravitazionali (di cui potete leggere lo speciale pubblicato su Coelum Astronomia 198). L’evento, identificato con la sigla GW150914 e avvenuto il 14 settembre 2015, ha aperto le porte a una “nuova astronomia” permettendo di scrutare il cosmo con nuovi occhi, quelli delle onde gravitazionali appunto, teorizzate ben un secolo prima dal grande Albert Einstein ma sempre sfuggite alle incessanti ricerche degli scienziati di tutto il mondo.

Questo aspetto ricorda un po’ l’estenuante ricerca dell’altrettanto elusiva materia oscura, che sta mettendo alla prova le migliori menti scientifiche. E, forse, potrebbe esserci anche un legame con quella prima rilevazione, un doppio lieto fine allo storico evento.

Il condizionale è d’obbligo perché parliamo di un’ipotesi con più d’un caveat. Ipotesi, però, abbastanza “pesante” da essere presa in seria considerazione da numerose riviste scientifiche di altissimo livello, e aver dato il via alla discussione tra esperti di tutto il mondo. Tanti sono infatti gli studi che cercano e portano prove a favore e contro, rendendolo uno dei campi più prolifici del momento.

Secondo il team della Johns Hopkins University, di cui fa parte il premio Nobel per la fisica Adam Riess, oltre a certificare l’esistenza delle onde gravitazionali, GW150914 potrebbe anche essere la firma della materia oscura...

Nel team con Adam Riess c’è anche un italiano, un giovane astrofisico veneziano, Alvise Raccanelli, laureato a Padova nel 2007, che dal 2011 ha lavorato negli Stati Uniti – prima al JPL della NASA e poi alla Johns Hopkins University. Al momento lavora all’Università di Barcellona con un grant Marie-Sklodowska Curie dell’Unione Europea e ora ci racconta come nasce e si evolve una nuova teoria…