Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 58

Come Maria Mitchell, suo modello di vita, anche Vera Cooper Rubin fu sempre impegnata sul fronte dei diritti civili e sulle pari opportunità delle donne nel mondo accademico. Sosteneva che tre erano le grandi sfide che una donna avrebbe dovuto portare avanti nella sua carriera scientifica: dimostrare che non esiste alcun problema scientifico che possa venir risolto solo da un uomo e non da una donna; che metà dei cervelli nel mondo appartengono alle donne; che tutti gli esseri umani hanno diritto a contribuire alla scienza, ma che più spesso questo diritto è concesso agli uomini.

Pian piano le limitazioni subite da Vera Cooper Rubin durante la sua carriera stanno scomparendo e oggi, sempre più spesso, almeno formalmente, le donne vedono riconosciute le loro potenzialità.

Vera Rubin: un impegno oltre l’astronomia

Sopra. Vera Rubin. Crediti: Mark Godfrey.

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conto della loro distanza.

L’unico modo per spiegare questo particolare andamento della curva di rotazione è di ipotizzare la presenza di materia che non risulta visibile e che non deriva dalla materia luminosa, ossia di materia oscura che viene misurata “gravitazionalmente” e che non deriva dal conteggio e dalla stima della massa luminosa, dal gas e dalla polvere. Non è possibile spiegare una tale velocità di rotazione neppure aumentando la quantità di materia non osservabile e che forma i buchi neri, le stelle di neutroni e i pianeti.

La curva di rotazione di una galassia.