Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 53

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A Washington D.C., nel 1938, una bambina di dieci anni era solita osservare le stelle, distesa nel suo lettino dalla finestra della sua camera che puntava verso nord, e ammirarne estasiata il loro movimento durante la notte. Suo padre aveva notato la passione della figlia e, nonostante i grossi dubbi sulle opportunità che una carriera astronomica avrebbe potuto offrirle, non smise mai di sostenerla nei suoi sogni regalandole un

piccolo telescopio e accompagnandola agli incontri di astronomia tenuti dagli astrofili locali. Il suo nome era Vera Cooper Rubin (quest’ultimo cognome fu acquisito successivamente, col matrimonio con Robert Rubin), e quel padre che la sosteneva non avrebbe, probabilmente, immaginato che solo pochi anni più tardi sua figlia avrebbe cambiato per sempre la storia dell’Astrofisica, senza mai vincere il Premio Nobel anche se sarebbe stato ben meritato.

Fu proprio il padre, immigrato ebreo e ingegnere elettronico, a sostenere l’iscrizione della figlia al prestigioso college femminile Vassar, scelta per nulla casuale dato che lì vi aveva lavorato la prima donna americana ad acquisire il titolo di “professoressa di Astronomia” nel 1865, Maria Mitchell. La stessa Mitchell nel 1847 scoprì una cometa, la C/1847 T1, in contemporanea con un altro astronomo, il gesuita italiano Francesco de Vito, diventando così la seconda donna a scoprirne una, dopo Caroline Lucretia Herschel. La cometa diventò nota come la “cometa di Miss Mitchell” e per questo ricevette dal re di Danimarca Federico VI il plauso oltre che una medaglia d’oro dove erano incise le parole: «Non invano osserviamo il sorgere e il calare delle stelle».

I primi studi

Fu al Vassar College che Vera Rubin ottenne la sua laurea in Astronomia nel 1948 e chiese di frequentare la Princeton University ma, per il fatto di essere una donna, non le fu concesso. Optò così per la Cornell University, dove incontrò Robert Rubin e studiò con alcuni grandi dell’astrofisica, come Richard Feynman, Hans Bethe e Philip Morrison. Continuò a studiare e si dottorò nel 1954 alla Georgetown University, discutendo la sua tesi con George Gamow sulla rotazione delle galassie attorno al loro centro così come i pianeti del nostro Sistema Solare orbitano intorno al Sole. All’oscuro di quello che sarebbe successo poi, anche il marito (come aveva fatto il padre quando era piccola)