Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 47

verso la stella, con conseguenti implicazioni climatiche. Gli stessi effetti mareali responsabili della rotazione sincrona potrebbero avere un ruolo importante nel riscaldamento interno del pianeta e più in generale sulla sua geologia.

Si arriva poi agli effetti dell’attività stellare, che nel caso delle nane rosse può essere molto elevata e caratterizzata da frequenti e intensi fenomeni di emissione di radiazioni energetiche, come luce in banda UV e X e vento stellare ad alta velocità. Fenomeni come questi potrebbero portare all’erosione progressiva dell’atmosfera planetaria. Un’atmosfera meno densa rappresenta uno schermo meno efficace per impedire alle radiazioni ad alta energia di raggiungere la superficie del pianeta.

Queste problematiche complesse sono già emerse e sono state investigate nel caso di Proxima

Centauri, una nana M di classe intermedia nota per essere molto attiva, in particolare per mostrare intensi brillamenti stellari a una frequenza molto elevata (tipicamente giornaliera).

Muovendosi all’interno della classe spettrale delle nane rosse, la fase in cui una stella rimane molto attiva va da 1 miliardo di anni nel caso di una nana M0, fino a oltre 8 miliardi di anni per una stella di tipo spettrale M8 come TRAPPIST-1. La situazione, nel caso di TRAPPIST-1, appare forse meno complessa, come dimostrato dallo

studio citato che ha avuto come oggetto l’analisi della curva di

luce ottenuta da misure di Kepler-2. In circa 80 giorni di osservazioni

ininterrotte sono stati rivelati almeno 28 brillamenti, corrispondenti a una frequenza di circa 0.4 eventi al giorno, con rilascio di flusso pari o superiore all’1% di quello

medio della stella. Questa statistica farebbe supporre che TRAPPIST-1 non sia particolarmente attiva, se paragonata a stelle di classe spettrale simile e quindi non dovrebbe essere una stella giovane, con un’età stimata tra i 3 e gli 8 miliardi di anni. Ma per quanto riguarda gli effetti dell’attività stellare sull’abitabilità dei pianeti, questi potrebbero comunque essere ancora molto importanti (e limitanti), come per esempio fa supporre un brillamento molto intenso registrato verso la fine delle osservazioni di Kepler-2, e devono essere stati ancora più rilevanti nel passato, tenendo poi conto delle distanze alle quali si trovano i pianeti dalla stella.

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Il telescopio dell'osservatorio Trappist-South.