Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 41

La Notizia

È il 22 febbario 2017: in conferenza stampa dai quartier generali della NASA a Washington, ecco svelata la notizia che ormai, quasi di regola, si è rimbalzata tra embarghi rispettati e meno.

Dopo solo un anno dalla scoperta di tre pianeti attorno alla stella TRAPPIST-1, utilizzando il telescopio TRAPPIST-Sud dell’ESO di La Silla, il Very Large Telescope (VLT) al Paranal e il telescopio spaziale NASA Spitzer, e numerosi altri telescopi in tutto il mondo, gli astronomi hanno confermato che i pianeti in orbita attorno alla fredda nana rossa sono almeno sette. Tutti i pianeti, etichettati TRAPPIST-1b, c, d, e, f, g e h (in ordine crescente di distanza dalla loro stella madre), hanno dimensioni simili alla Terra.

Cali di luminosità della luce proveniente dalla stella, causate da ciascuno dei sette pianeti in transito di fronte ad essa, hanno permesso di dedurre informazioni sulle loro dimensioni, la loro composizione e orbita. Così si è scoperto anche che almeno sei dei sette pianeti sono paragonabili, per dimensioni e temperatura, alla Terra.

L’autore dello studio, pubblicato su Nature, Michaël Gillon dell’Istituto STAR presso l’Università di Liegi, in Belgio, è chiaramente felice del risultati:

«Si tratta di un sistema planetario incredibile – non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché sono tutti sorprendentemente simili per dimensioni alla Terra!»

Con solo l’8% della massa del Sole, TRAPPIST-1 è una stella molto piccola – solo di poco più grande del pianeta Giove – e anche se a soli 40 anni luce da noi, nella costellazione dell’Acquario, ci appare molto debole. Ci si aspettava che tali nane rosse potessero ospitare pianeti delle dimensioni della

Terra in orbite molto strette, e sono diventate per questo motivo i bersagli promettenti per la ricerca di vita extraterrestre. TRAPPIST-1 è il primo sistema del genere a essere stato finora osservato.

Co-autore dello studio è Amaury Triaud: «La produzione di energia di stelle nane come TRAPPIST-1 è molto più debole di quella del nostro Sole. I pianeti hanno bisogno di essere in orbite molto più vicine di quanto accade nel Sistema Solare, perché possa esserci acqua in superficie. Fortunatamente, sembra che questo tipo di configurazione compatta sia proprio quello che abbiamo visto attorno a TRAPPIST-1!».

Tutti i pianeti individuati in questo nuovo sistema stellare sono di dimensioni simili alla Terra e Venere e le misurazioni di densità suggeriscono che almeno i sei più interni siano con molta probabilità di natura rocciosa.

Una rappresentazione artistica del sistema Trappist-1: si nota la stella con il suo prezioso seguito di sette pianeti. Crediti: NASA.

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