Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 30

dune, anche sul fondo del cratere Gale e intorno al Mount Sharp, nonostante appaiano come zone potenzialmente “riparate”. Tutti questi studi vorrebbero capire la genesi delle varie tipologie di dune e sedimentazioni e lo studio del fondo del cratere Gale potrebbe aiutare anche in questo compito. Di fatto Marte ha una tale varietà di formazioni geologiche da studiare che sarà ben difficile riuscire a definirle tutte: gli studiosi planetari hanno pane per i loro denti

Intanto il lavoro prosegue.

Sopra. Un dust devil in lontananza del 17 febbraio 2017 Crediti: NASA/JPL-Caltech/TAMU.

La NASA e il Presidente Trump

Il nuovo budget per la NASA in fase di discussione da parte del Congresso americano non ha avuto le modifiche temute verso il basso, ma si è attestato su valori simili a quelli precedenti.

La cosa che si nota al primo impatto è la riduzione del budget per ciò che riguarda la salvaguardia del nostro pianeta, con la cancellazione di alcune missioni che dovevano concentrarsi su aspetti critici del clima e dell’osservazione dell’ecosistema terrestre, ma questo era prevedibile in quanto Trump non considera importanti le discussioni sull’aumento di temperatura globale dovuto all’effetto serra, evidenziato proprio dalla cancellazione della missione OCO-3, in grado di studiare esattamente quel problema.

Vediamo però un rilancio dell’esplorazione, con la prosecuzione del programma Orion e SLS (capsula abitata e lanciatore pesante) che potranno un giorno portare gli americani nuovamente in orbita in maniera autonoma, e probabilmente anche oltre quell’orbita bassa che non lasciamo da 45 anni. Questo indica che comunque la voglia di esplorazione esiste, ma un’altra cancellazione, la Asteroid Redirect Mission vuole mettere in chiaro che queste sono scelte diverse rispetto a Obama che aveva voluto quel progetto.

Non mancano i finanziamenti alle missioni planetarie, fra cui la parte orbitale di Europa Clipper (si perde l’eventuale lander) e in generale su questo campo siamo a un 20% in più di budget, cosa che comunque fa piacere, soprattutto pensando agli ultimi entusiasmanti risultati di questo tipo di missioni.

Mancano invece riferimenti precisi che riguardano i rapporti e la gestione delle aziende spaziali private, anche se l’impressione che le si voglia spingere a proseguire il loro lavoro è forte: se l’amministrazione rimane un po’ indietro con i programmi, commercialmente le aziende private devono correre. Purtroppo questo atteggiamento può risultare pericoloso, soprattutto con l’approssimarsi dei veicoli per il trasporto umano; speriamo che non siano spinte a spostare verso l’alto l’asticella del rischio.

Altro punto a sfavore è una riduzione degli stanziamenti per l’istruzione, cosa che potrebbe

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