Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 25

Le tre stelle stanno sfrecciando attraverso la nebulosa a una velocità circa 30 volte superiore alla media della popolazione locale. Ancora non è chiaro, però, quale drammatica interazione gravitazionale abbia portato allo scioglimento del loro sistema. «Non ci sono molti altri esempi, soprattutto in ammassi così giovani,» prosegue Luhman.

Gli scienziati si sono imbattuti nella terza stella nell’ambito di una campagna di ricerca di pianeti interstellari all’interno della Nebulosa di Orione. Confrontando le immagini della stessa regione di cielo scattate prima nel 1998 dallo spettrometro NICMOS e poi nel 2015 dalla Wide Field Camera 3, gli astronomi hanno notato la presenza di una stella particolarmente veloce. I calcoli mostrano

che la stella sta viaggiando a una velocità di oltre 200 mila

chilometri orari.

Ricostruendo il moto passato della stella, gli scienziati hanno determinato che, intorno all’anno 1470, l’astro si trovava nello stesso punto delle altre due stelle già note. La prima stella era stata scoperta nel 1967; tuttavia, il suo moto anomalo era rimasto sconosciuto fino al 1995. Le due stelle già note sono caratterizzate da velocità di 96 e 35 mila chilometri orari, rispettivamente.

L’evento responsabile della distruzione del sistema multiplo potrebbe essere stato l’eccessivo avvicinamento di una delle stelle a una compagna e la conseguente formazione di un sistema binario.

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Crediti: NASA, ESA, K. Luhman (Penn State University), M. Robberto (STScI) and Z. Levy (STScI).

Nella pagina precedente. Questo mosaico ci mostra la Kleinmann-Low Nebula, parte della più famosa Nebulosa di Orione. È composto da diversi scatti del Telescopio Spaziale Hubble sia in luce ottica che nel vicino infrarosso. Le riprese nell'infrarosso permettono di scrutare attraverso la polvere della nebulosa e mettere in evidenza le stelle all'interno. Le stelle così rivelate sono, nell'immagine, dalla colorazione rosso brillante.

Crediti: NASA, ESA / Hubble.

Sotto. La posizione della stella vagabonda, e le immagini precedenti di confronto, che ne mostrano il veloce moto rispetto alle stelle al contorno. Cliccare per ingrandire. Credits: NASA, ESA, K. Luhman (Penn State University), M. Robberto (STScI) and Z. Levy (STScI).