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"Il mistero degli antichi astronauti"

LIBRI IN USCITA

di Giovanni Caprara

Utet, 2016

Formato: pp. 264; ebook compreso nel prezzo

Prezzo: € 16,00

Con inserto fotografico a colori

Nell’antichità si riteneva che il pianeta Marte – osservato, temuto e ammirato per il suo colore, un rosso inquietante e minaccioso – potesse scatenare guerre, conflitti e passioni fra gli uomini. La vicenda che lo riguarda comincia all’alba del genere umano, già nel III millennio a.C., con racconti e leggende, e da allora il Pianeta Rosso non ha mai cessato di esercitare il suo fascino, accendendo l’ardore conoscitivo e dando impulso a sperimentazioni scientifiche e tecnologiche via via più avanzate.

A partire dalle osservazioni di Giovanni Schiaparelli, che grazie alla scoperta dei “canali” nella seconda metà dell’Ottocento avanzò l’ipotesi della presenza di vita (addirittura intelligente secondo alcuni), passando attraverso la febbrile ricerca dell’acqua, che impegnò generazioni di studiosi, fino alle missioni che consentiranno all’uomo di sbarcare direttamente sulle sabbie rosse, Marte oggi rappresenta sempre più “il pianeta della porta accanto”, oggetto dello sforzo intellettuale così come dell’immaginario collettivo terrestre. Il pianeta diventa non solo metafora dell’altrove, gemello possibile e affine alla Terra, ma ricettacolo di speranze e sforzi, campo di prova delle potenze mondiali, simbolo di dimostrazione tecnologica e, in tempi recentissimi, concreta possibilità di sopravvivenza.

Con Rosso Marte Giovanni Caprara, testimone diretto di numerose missioni dai centri di controllo negli Stati Uniti e in Russia, offre una ricognizione attenta sul passato e sui progetti attuali e futuri della scienza: fra i successi delle sonde “Mariner” e i tonfi delle sovietiche “Mars”, fra le moderne rover, ovvero i robot che perlustrano autonomamente il pianeta, e i piani di Terraforming, la trasformazione dell’ambiente marziano in una specie di “seconda Terra”, si va alla scoperta di come il sogno su Marte sia diventato realtà scientifica. Con un’attenzione speciale per l’Italia (numerosi sono gli scienziati e i tecnologi italiani protagonisti), che, da Schiaparelli in poi, non ha mai smesso di guardare il cielo e, soprattutto, il rosso Marte.

per ora concentrate a capire solo il 5% di ciò che circonda, mentre il restante 95%, fatto appunto di materia oscura ed energia oscura, rimane attualmente avvolto nel mistero: “poche gocce di sapere – scrive Tonelli – sparse in un oceano di ignoranza”.

Nel secondo capitolo si torna a Stoccolma nel luglio 2013, dove Higgs ed Englert partecipano alla Conferenza della Società Europea di Fisica. Sono in molti a pensare che il premio Nobel 2013 possa andare a questi “ragazzi del ’64”, che seguendo strade molto diverse arrivarono a ipotizzare l’esistenza della nuova particella. Segue quindi una trattazione del Modello Standard delle particelle e delle teorie di grande unificazione di tutte e quattro le forze della natura oggi note. Si parla di simmetria, supersimmetria, rottura spontanea di simmetria: nozioni complesse, che tuttavia vengono introdotte con un linguaggio semplice, ricorrendo a metafore e analogie che aiutano la comprensione da parte del lettore.

All’inizio del terzo capitolo siamo di nuovo al CERN nella primavera 1995, quando partono i preparativi per la vera e propria caccia alla nuova particella, e vengono proposte le nuove idee per la costruzione dei rivelatori, idee che per qualcuno sono “da pazzi”. Si apre quindi la pagina scientifica relativa agli acceleratori di particelle, alla loro storia e al loro funzionamento. La fisica è fatta con gli esperimenti, sempre “in bilico – scrive Tonelli – tra il successo clamoroso e il rischio del fallimento”, che danno corpo alla validità o meno di modelli, anche molto affascinanti, ma che senza questa controparte risultano solo delle belle, o bellissime elaborazioni formali. Tuttavia la verifica di modelli o teorie non sempre arriva immediatamente, come dimostra proprio la storia del bosone di Higgs.

L’incipit del quarto capitolo è ambientato a Ginevra il 9 settembre 2008, un giorno prima della partenza di LHC. E racconta dei difficili rapporti che ricerche di questa complessità hanno con la “società della comunicazione”: dalle paure per l’eventualità della creazione da parte di LHC di un buco nero che avrebbe causato la fine del mondo, alla sovraesposizione mediatica dell’inizio di operatività della macchina, fino all’incidente che il 19 settembre, appena 9 giorni dopo l’avvio, porterà all’arresto di LHC per più di un anno. E nelle pagine dedicate agli aspetti scientifici e tecnologici viene dato un magistrale spaccato su come si propongono i nuovi esperimenti e si formano le grandi collaborazioni, passando in rassegna le molteplici attività (dalla ricerca di fondi, alla individuazione delle industrie incaricate delle forniture dei vari componenti) che portano a realizzare queste imprese: viaggi in tutto il mondo; contatti con gruppi privati e

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