Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 205

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grado di costruire. Per questo da anni i migliori fisici del mondo lavorano giorno e notte, ai quattro angoli del pianeta. È così che è stata catturata la “particella di Dio”. Ed è per questo che si studia ancora, per capire di più su come tutto questo è nato e su come andrà a finire la nostra storia: se nel freddo e nel buio o in una catastrofe cosmica, che ci darebbe il privilegio di un’uscita di scena assai più spettacolare. ricerca sismologica, che se non consentono ancora la previsione dei terremoti ci offrono però la conoscenza e gli strumenti per una fondamentale riduzione del rischio.

Recensione

Al centro del libro di Tonelli sta la scoperta del bosone di Higgs, più noto al pubblico col nome di “particella di Dio” come si legge nel sottotitolo, nome che l’autore stesso critica nelle ultime pagine. Ma si sa, i titoli non li fanno gli autori.

Per far capire di cosa si tratta a un pubblico generico, nei vari capitoli vengono fornite informazioni sul Modello Standard delle particelle nel quale si colloca il bosone di Higgs. Il Modello Standard delle particelle è l’attuale teoria che descrive in modo efficace e coerente tutto ciò che sappiamo della materia usuale, dei suo costituenti e di tre delle quattro forze fondamentali della natura oggi conosciute: l’elettromagnetica, la forza nucleare debole (quella responsabile dei processi radioattivi) e la forza nucleare forte (quella che tiene insieme i quark, i costituenti di particelle come i protoni e i neutroni). La quarta forza, quella gravitazionale attualmente descritta dalla relatività generale di Einstein, non rientra nel quadro del Modello Standard delle particelle. Ma anche di questa si tratta nel libro, e in particolare del Modello Standard dell’Universo o del Big Bang, nella convinzione che la scoperta del bosone di Higgs possa, prima o poi, gettare nuova luce anche su questa fondamentale interazione e sul suo ruolo nel plasmare l’Universo così come lo vediamo.

Tuttavia, sin dalle prime pagine, il testo rivela un approccio molto diverso dai soliti libri, anche ottimi, destinati alla divulgazione della fisica delle particelle elementari. Il Prologo e i dieci capitoli del libro, con l’eccezione dell’Epilogo, iniziano tutti con una data e con la descrizione di un avvenimento legato a quella data. Di volta in volta, il ricordo di queste vicende restituisce un quadro quanto mai vivo e accattivante della dimensione umana della ricerca scientifica, degli incontri, delle controversie, delle fatiche, della passione e dell’entusiasmo alternati ai momenti di delusione e sconforto. Partendo da queste vicende, in modo naturale, si aprono in ogni capitolo degli excursus sulla fisica, che forniscono gli elementi essenziali per capire, sul versante scientifico, le ragioni dell’immane sforzo che ha condotto a realizzare strumenti di ricerca sempre più imponenti e raffinati come il Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, dove operano i due rivelatori, ATLAS e CMS, protagonisti della storia.

Per farsi un’idea dell’originale narrazione di Tonelli, ne ripercorriamo brevemente i capitoli. Il Prologo, di poche pagine, è ambientato a Stoccolma il 9 dicembre del 2013, alla vigilia cioè della consegna del premio Nobel per la fisica a Peter Higgs e François Englert. Questi sono due dei tre artefici della teoria che nel 1964 previde la nuova particella, il “bosone di Higgs”, mentre il terzo, Robert Brout, morto due anni prima, non poté assistere al successo del suo lavoro.

Nel primo capitolo si torna indietro al 28 novembre 2011: quel giorno Tonelli e Fabiola Gianotti si incontrano con il direttore del Cern, Rolf Heuer, per confrontare i dati dei rispettivi esperimenti (CMS e ATLAS) e avere la quasi certezza di aver rivelato, dopo 47 anni, il “bosone di Higgs”. La comunicazione ufficiale, dopo puntigliose verifiche per nulla banali e in alcuni momenti controverse, avverrà solo il 4 luglio 2012. Si apre quindi un excursus sul Big Bang, sulla materia oscura e l’energia oscura, sottolineando come tutte queste ricerche siano