Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 181

Passando all’oculare mi sposto in direzione di quest’ultima ma non vedo niente. Ricontrollo l’atlante e rifaccio il percorso tra le stelle più volte ma niente, della 45P nessuna traccia! Possibile? Eppure la segnalano di ottava magnitudine, una luminosità alla portata di un binocolo, figuriamoci di un 30 cm. Provo e riprovo senza risultati finché ho l’impressione di intuire una debolissima estesa chiazza quasi trasparente. Mi concentro su quel fantasma e in effetti ho ragione! La 45P non è la classica cometa: sembra piuttosto una debolissima nebulosa planetaria che diluisce la sua luminosità su una vasta area, risultando quindi difficilissima. La descrivo così:

«Un autentico fantasma del cielo, estesa e completamente diffusa, una bolla eterea di una decina di primi d’arco, molto ostica da staccare dal fondo cielo».

Arrivato a questo punto, per osservare il prossimo target dovrò attendere circa un paio di ore. L’orizzonte limitato mi nasconde infatti l’ultimo obiettivo, la C/2015 V2 Johnson. In questo caso si tratta di un debole oggetto ancora lontano – ma in avvicinamento – che si affaccia per la prima volta dalle nostre parti. Fra qualche mese dovrebbe raggiungere (secondo le previsioni) la sesta magnitudine e quindi risultare una bella cometa. Nell’attesa rientro in casa dove posso scaldarmi. La serata non è freddissima, la temperatura è di circa un paio di gradi sotto lo zero, un nonnulla in confronto ad altre osservazioni invernali che ho compiuto in passato! Esco nuovamente intorno alla mezzanotte puntando il mio scaldabagno… pardon, il mio riflettore, verso la costellazione di Ercole. Trovo facilmente la Johnson, ancora debole ma compatta, che mostra anche una debole coda. Finalmente una cometa con tutti i crismi! Ecco la mia descrizione:

«Chioma moderatamente diffusa al cui centro mi sembra di intuire un falso nucleo stellare. Intuibile anche una debole codina allargata lunga un paio di primi d’arco».

A questo punto la caccia è conclusa e posso dirmi soddisfatto.

Dopo aver adempiuto alla parte più faticosa e meno gratificante della serata, ovvero riporre tutta la strumentazione in casa, posso chiudere la porta, non prima di aver gettato un’ultima occhiata lassù al cielo, tra le stelle. È un rito che ripeto sempre, accompagnato da un pensiero di ringraziamento per le meraviglie che ho potuto ammirare.

La cometa C/2015 V2 Johnson ripresa da Adriano Valvasori il 31 gennaio 2017 alle 12:01.

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