Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 179

Non sono riuscito a vedere la coda, di solito molto più debole della chioma, la caratteristica che dona quel fondamentale tocco in più alle comete. Contrariamente a quanto si crede, nell’osservazione visuale è difficile percepirla. In molti casi ci si deve limitare all’osservazione della testa. Ad ogni modo sono soddisfatto, un obiettivo è raggiunto e ora posso tornare a casa per cenare prima di concentrarmi sugli altri tre obiettivi che ho in mente.

Ore 21:30, dopo cena – Esco di casa, un’abitazione tipicamente di montagna, isolata in mezzo al bosco, dove il cielo è davvero buio. L’unico difetto, per quanto riguarda la possibilità di osservare il cielo, è la ridotta porzione di cielo a disposizione, che emerge tra le montagne e gli alberi. Raggiungo quindi lo strumento che mi ero premurato di sistemare all’aperto in precedenza, per far acclimatare le ottiche, accorgimento indispensabile per una resa osservativa ottimale. Per le tre comete che mi accingo a osservare sfodero l'artiglieria pesante, ovvero un riflettore da 30 cm di diametro f/4. Lo chiamo affettuosamente “scaldabagno” per la somiglianza nella forma e nel colore (bianco) a uno di quei boiler che servono a scaldare l’acqua. È un tubone antiestetico e spartano che però dimostra eccellenti prestazioni sugli oggetti deboli. Lo fisso su una pesante montatura (AZ EQ6 Skywatcher) che ha il vantaggio di poter agire sia in equatoriale che in altazimutale. In questa occasione propendo per la configurazione altazimutale senza motorizzazione. È quasi come se avessi a disposizione un dobson. Eseguo il bilanciamento, collimo lo strumento e controllo che il cercatore sia allineato al tubo ottico. Quindi parto, lancia in resta, aiutandomi con un atlante stellare, puntando con il cercatore la testa del Leone e in particolar modo epilson Leonis, stella di terza grandezza. Poi passo all’oculare a grande campo spostandomi un poco ed ecco che individuo facilmente la 41P/Giacobini-Tuttle-Kresak, altra storica cometa periodica. Nei prossimi mesi dovrebbe crescere fino a rasentare la soglia della visibilità a occhio nudo, ma, per il momento, tutto quel che vedo si riduce a un piccolo batuffolo luminoso che, utilizzando anche

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