Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 170

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Coelum Astronomia

L’altra struttura che fa coppia con Blancanus è Scheiner, diametro di 114 km con pareti alte 4000 m, cosparse di numerosi crateri e parzialmente distrutte sul lato rivolto verso Clavius. Anche in questo caso la platea è priva di rilievo centrale al cui posto si trova Scheiner-A di 12 km. Altrettanto interessante sarà l’osservazione del doppio cratere Scheiner-J di 12 km situato alla base della parete nord. Il fondo di Scheiner appare relativamente appiattito, in cui vi si notano vari rilievi collinari oltre a una o più linee di creste orientate in senso est/ovest.

I dintorni di Clavius

Consapevoli che ci troviamo in una delle regioni lunari a elevatissima craterizzazione, volendo ampliare il raggio d’azione delle nostre osservazioni avremo a nostra disposizione un’infinita quantità di crateri di qualsiasi diametro tanto che, a giudizio di chi scrive, suggerire l’osservazione di questo o quel cratere appare veramente riduttivo. Pertanto, una volta che avremo spremuto Clavius fino all’ultimo dettaglio, compresi i suoi più stretti vicini Blancanus e Scheiner, all’esterno di questi avremo la possibilità di scegliere dalle grandi strutture come Longomontanus (150 km), Tycho (80 km), Maginus (170 km), Moretus (117 km), Klaproth (122 km) fino ai più piccoli craterini sparsi in ogni direzione (strutture che tra l’altro saranno oggetto di uno dei prossimi articoli), dettagli che costituiscono un ottimo banco di prova per gli strumenti utilizzati dagli astrofili.

Conclusione

Questa eccezionale struttura lunare si rivela come una sorta di inesauribile serbatoio utilissimo per la programmazione di osservazioni di tutto quanto esiste nei 230 km della sua platea oltre alle pareti che lo circondano, e si torna sempre al medesimo punto di partenza: C’è chi si "accontenta" di qualche rapida occhiata all’oculare, e chi invece (più esigente e difficile da accontentare...) si ritroverà a dover suddividere la propria "attività osservativa" programmandola anche nelle successive serate favorevoli.

L’importante sarà di non aspettarsi nulla di più di quanto possa offrire il nostro strumento, in stretta relazione con le condizioni osservative, dalla collimazione ed equilibrio termico delle ottiche, alle condizioni meteo fino al deleterio effetto della turbolenza atmosferica sempre mutevole anche a distanza di poche ore. Certamente un rifrattore di circa 80 mm o un Newton di 110/150 mm saranno già sufficienti per interessanti e più che soddisfacenti osservazioni di buona parte dei dettagli citati in questo articolo, anche se ovviamente strumenti catadiottrici o newtoniani intorno ai 180/250 mm, se utilizzati rispettando i vari parametri osservativi, potranno fornire risultati veramente ottimi sia per osservazioni visuali che per acquisizione di immagini.

L’osservazione al telescopio di Clavius può essere programmata in tutte le serate in cui questa meravigliosa struttura viene illuminata dalla luce del Sole, partendo dalla fase di 8/9 giorni in condizioni particolarmente favorevoli di illuminazione solare seguendo la linea del terminatore mentre attraversa la platea del cratere, fino in prossimità del plenilunio quando sarà possibile valutare le varie zone di Clavius con differente albedo.

Tutte le immagini di questa rubrica sono dell’autore, Francesco Badalotti, salvo diversa indicazione. Le immagini sono state ottenute con un telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255 mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2'30" a 7,5 fps a 1/9". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.