Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 148

direzione nordest–sudovest. Sono poco più di una dozzina gli astri ivi presenti, la cui luminosità apparente permette loro di essere visti a occhio nudo al di sotto di un cielo oscuro: sono tutti astri di magnitudine superiore alla quarta, con l’unica eccezione di δ Crateris che splende di magnitudine +3,56. Le stelle α e β ne delineano la base mentre la curva formata dalle stelle θ, ε, δ, γ, ζ e η ne delinea il profilo.

Stelle e Galassie

Iniziamo il nostro viaggio tra le stelle della Coppa da quella cui il Bayer attribuì la prima lettera dell’alfabeto greco, quando compose la sua Uranometria nel 1603, α Crt. Unica stella della piccola costellazione a possedere un nome proprio, quello di Alkes, derivato dall’arabo alkas (“la coppa”), chiaro riferimento di influsso greco. Lontana 174 anni luce, si tratta di una gigante

arancione di tipo K1III (4600 K) dalla massa 1,6 volte quella del Sole, il cui diametro, a seguito della sua evoluzione al di fuori della sequenza principale, si è espanso 13 volte più di quello della nostra stella. Alkes splende di magnitudine +4,08, collocandosi al terzo posto tra le stelle più luminose della Coppa.

A nordest di essa, infatti, δ Crt splendendo di magnitudine +3,56 si impone come “lucida” della costellazione. Lontana 195 anni luce, è anch’essa una gigante arancione come la precedente, di tipo K0III (4400 K) e appena più massiccia del Sole. Il diametro, pari a 23 volte quello del Sole, la porta a emettere una luminosità intrinseca 171 volte quella solare.

A proposito di queste due stelle evolute, il grande Flammarion, riportò questo dato: «la più lucida della Coppa è attualmente δ, ma siccome dalle osservazioni antiche, e specialmente dalla classificazione di Bayer, che le assegnò la lettera delta anziché l’alfa, noi dobbiamo ritenere che fosse una volta assai meno brillante, e che quindi deve essere salita di splendore, inquantochè è ora superiore di quasi una grandezza all’α di Bayer»; i modelli astrofisici sull’evoluzione delle stelle impongono che la durata delle fasi successive alla sequenza principale durino sempre meno, il che potrebbe – e qui il condizionale è d’obbligo – rendere giustizia a ciò che il Bayer ci descrisse 4 secoli or sono, in termini di differenza luminosità.

Poco a sudest giace invece il sistema stellare doppio di γ Crt, lontana 84 anni luce. La primaria è una stella bianca di sequenza principale di tipo A e magnitudine apparente +4,08, mentre la secondaria splende di decima grandezza, separata da soli 5,2 primi d’arco, una sfida per piccoli telescopi.

Poco a sudovest di questa, β Crt chiude la base della Coppa. Il nome proprio Alsharas (“la costola”) è di chiara origine araba, in riferimento alla posizione occupata dalla stella, proprio al di sopra dell’Idra, eppure, alquanto stranamente, non figura nell’elenco redatto all’inizio del 2016 dalla commissione attuata dalla IAU per listare definitivamente i nomi propri delle stelle. Lontana

Sopra. L’immagine riprende il campo stellare in cui si trova la lucida della costellazione della Coppa, Delta Crt. Crediti: DSS2.

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