Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 14

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Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) avevano mostrato uno spostamento di queste dune di circa un metro ogni anno terrestre e la loro composizione non uniforme.

Gli scienziati utilizzano il movimento di queste strutture per studiare la circolazione dei venti all’interno del cratere, mettere a punto modelli meteorologici e comprendere come si ordinano di conseguenza le particelle di sabbia su un pianeta con meno atmosfera e gravità rispetto al nostro.

Le dune che Curiosity sta analizzando ora, però, hanno una forma diversa rispetto alla mezzaluna della campagna precedente: sono nastriformi e lineari.

«In queste dune lineari, la sabbia viene trasportata lungo il percorso del nastro, mentre il nastro può oscillare avanti e indietro da un lato all’altro», ha spiegato nel report Nathan Bridges, del team Curiosity presso la Johns Hopkins University Applied nel Maryland .

Inoltre, ora nel cratere Gale è estate, quindi il periodo dell’anno più ventoso e il momento migliore dell’anno marziano per studiare dune di sabbia attive.

«Stiamo tenendo Curiosity impegnato in una zona sabbiosa mentre intorno soffia un sacco di vento. Vogliamo scoprire come vengono smistati i granelli con composizioni diverse. Questo ci aiuta ad interpretare tanto le dune moderne quanto le arenarie più antiche di Marte», ha detto il Project Scientist della missione Ashwin Vasavada.

Dopo aver completato le osservazioni pianificate, Curiosity procederà verso il “Vera Rubin Ridge“, in direzione sud e in salita (potete seguire gli spostamenti del rover con i “Mission Log” di marco Di Lorenzo), dove il Mars Reconnaissance Orbiter ha identificato alcuni depositi di ematite.

Mentre il rover è impegnato con le dune di sabbia, il team continua a lavorare sull’anomalia intermittente manifestata in diverse occasioni dal trapano per la raccolta di campioni. I test diagnostici continuano a puntare il dito su uno dei meccanismi frenanti che regolano il movimento della punta, forse bloccato da un detrito. Nel frattempo, si è aggiunto un altro piccolo inconveniente che coinvolge la fotocamera Mars Hand Lens Imager (MAHLI) il cui copriobiettivo, dopo essere stato chiuso per precauzione e proteggere le ottiche dalla polvere eccessiva, è rimasto bloccato in posizione semi-aperta dal 24 febbraio.