Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 13

essere un lago fino a un punto di svolta. Probabilmente fu il momento in cui qualcosa accadde nel clima del pianeta, che lo ha reso il pianeta arido che conosciamo oggi, permettendo così ai venti di modellare il materiale che ormai l’aveva riempito.

Una delle prime teorie proposte, suggeriva infatti che l’alto tumulo centrale, il Monte Sharp, sia stato modellato dai venti quando il bacino era già completamente riempito. Le osservazioni del Mars Reconnaissance Orbiter hanno confermato i modelli. E la nuova ricerca, sempre in accordo con i modelli eolici orbitali della zona, ha addirittura calcolato il volume di materiale rimosso: 64 000 chilometri cubi soffiati via dall’azione del vento nell’arco un miliardo di anni o più.

Il Monte Sharp è quindi stato modellato dal vento, ma le correnti odierne all’interno del cratere sono diverse da quelle del passato… ora è la montagna stessa ad aver modificato il percorso dei venti che l’hanno plasmata.

Ma altri dati, ancora più mirati, arrivano da Curiosity che, per la seconda volta nel corso della sua missione, si trova ad indagare un campo di dune attive.

Il rover incontrò il primo campo di sabbia tra la fine 2015 e l’inizio 2016.

Le immagini orbitali ad alta risoluzione riprese con la fotocamera HiRISE a bordo della sonda

Nella pagina precedente, in alto. La base del Monte Sharp, un vero scrigno della storia geologica di Marte. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS). Nella pagina precedente, in basso. Una vista 360 sul campo di dune, ripresa dalla NavCam di Curiosity il 5 febbraio 2017. Crediti: NASA/JPL-Caltech.

Sotto. Gli effetti del vento sulle dune di sabbia ripresi dal Mars Descent Imager (MARDI) di Curiosity. Scatti ripresi a un giorno di distanza l'uno dall'altro dello stesso pezzo di terreno mostrano piccole increspature di sabbia spostarsi di circa un pollice (2,5 centimetri) sottovento. L'immagine riprende una zona di circa un metro di larghezza. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS.

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