Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 113

stella al suo minimo; quindi, in meno di due giorni era passata dalla tredicesima alla terza magnitudine, con una crescita pari a un fattore 10 000 in luminosità: un’enorme esplosione!

Nei due giorni successivi la stella continuò ad aumentare la sua luminosità, fino a raggiungere una magnitudine di +0,2, rivaleggiando per brillantezza con le stelle Vega e Capella. La variazione totale di luminosità, durata meno di quattro giorni, fu quindi di quattordici magnitudini.

Subito dopo la luminosità cominciò a decrescere, anche se non così rapidamente come era aumentata. Sei giorni dopo il massimo la nova era scesa alla seconda magnitudine e dopo due settimane era arrivata alla quarta. A questo punto la luminosità cominciò a variare con una certa regolarità, con un periodo di circa quattro giorni e una ampiezza di circa 1,5 magnitudini. Queste fluttuazioni durarono per parecchi mesi, mentre la luminosità media della nova continuava a indebolirsi, fino a quando non fu più visibile a occhio nudo. La nova ritornò alla tredicesima magnitudine, il suo minimo, ben undici anni dopo aver iniziato la sua “brillante” avventura.

Dopo quindici anni dall’evento, intorno alla stella cominciò a rendersi visibile una nebulosità in

evidente espansione,

successivamente battezzata “Nebulosa Fuoco d'Artificio”, che si può osservare

ancora oggi nella sua complessa struttura (coordinate: AR 03 31 12, Dec +43 54 17).

Le esplosioni di novae con così grande brillanza apparente sono

molto rare tra cui ricordiamo la

Nova V 603 Aql nel 1918 (–1,1 al massimo), Nova CP Pup nel 1942 (+0,4) e V1500 Cyg nel 1975

(+1,8).

Dopo la sua spettacolare esplosione, Nova Persei (poi catalogata come GK Per) fu oggetto di un regolare programma di osservazione da parte dell’AAVSO a partire dal 1920. Si osservarono fluttuazioni irregolari di magnitudine, tra la +12,5 e la +13,5, con qualche picco attorno alla +12. Il periodo di quiete durò fino all’agosto del 1966, quando fu registrato un aumento di luminosità fino alla undicesima magnitudine e GK Per cominciò a mostrare le caratteristiche di una variabile cataclismica di tipo nova nana (le variabili cataclismiche (CVs) sono i progenitori delle cosiddette novae classiche, che derivano la loro luminosità da una esplosione termonucleare dell’idrogeno che si accumula sulla superficie di una nana bianca).

Da allora si registra un picco di circa tre magnitudini più o meno ogni tre anni. Nel 1978 fu registrata anche una emissione di raggi X, che fu studiata accuratamente nel 1983, rivelando un periodo di pulsazione di 351 secondi. Chissà che prossimamente non ci riservi ancora qualche sorpresa!

Una bella immagine della “Nebulosa Fuoco d’Artificio”, ciò che resta dell’esplosione della Nova Persei 1901. Ripresa del settembre 2011. Crediti: Adam Block/Mount Lemmon SkyCenter/University of Arizona.

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