Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 112

dell’alfabeto. La nova individuata dai veronesi in M 31 ha infatti ricevuto la sigla AT2017axi dal TNS, ed essendo la prima nova scoperta in M 31 nel mese di febbraio ha ricevuto anche la sigla

M31 2017-02a. Quella individuata invece in M 81 ha ricevuto dal TNS la sigla AT2017axz ed essendo la prima nova scoperta in febbraio in M 81 ha ricevuto anche la sigla M81 2017-02a. La loro seconda scoperta in M 81 era invece la terza nova di febbraio in quella galassia e pertanto ha ricevuto la sigla M81 2017-02c e dal TNS la sigla AT2017blf.

Concludiamo facendo i nostri più sinceri complimenti agli amici di Monte Baldo per questa incredibile sequenza di scoperte, tutte non facili da ottenere, e siamo quasi sicuri che il mitico Kamil Hornoch inizierà a preoccuparsi non poco per

questa nuova realtà italiana che promette di ottenere grandi cose, visto il modo in cui è partita!

Sotto. Una bellissima immagine della galassia M 81, che riporta entrambe le Novae scoperte.

La Nova Persei 1901

di Lucia De Faveri

La sera del 21 febbraio 1901 il reverendo scozzese Thomas Anderson (appassionato astrofilo e diligente osservatore del cielo) stava rientrando nella sua casa a Edimburgo, quando alzò gli occhi per un ultimo sguardo alla notte stellata e notò una stella brillante, attorno alla terza magnitudine, nella costellazione di Perseo, nella regione di cielo compresa tra Algol (β Persei) e Mirfak (α Persei). Convinto che quella stella fosse già lì da un po’ di tempo, provò un certo disappunto per non averla notata prima e per aver perso la possibilità di osservarla anche nei giorni passati.

Ma quando il giorno dopo riferì del suo rammarico all’Osservatorio di Greenwich, si rese conto con grande sorpresa di essere il primo ad aver osservato la Nova Persei 1901, la prima nova del ventesimo secolo e la seconda più luminosa…

All’Osservatorio di Harvard, dove Pickering (che nel 1911 sarebbe stato uno dei fondatori della American Association of Variable Stars Observers) aveva dato il via a un programma di osservazione sistematica del cielo, si scoprì che quella stella non era poi del tutto nuova. Osservando fotografie precedenti di quella regione di cielo, ci si accorse che la posizione della nova era stata fino a quel momento occupata da una debole stella di tredicesima magnitudine, che presentava piccole fluttuazioni di luminosità.

Una delle foto era stata eseguita solo due giorni prima della scoperta di Anderson, e mostrava la

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