Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 110

di pochi giorni. Questo lampo è ciò che viene chiamato “stella nova”.

Si possono individuare tre classi principali di stelle novae:

- Le Novae classiche, nelle quali il massimo di

luminosità viene raggiunto in poche ore, la cui luminosità aumenta di circa 12 magnitudini e poi, nel giro di qualche giorno, comincia a calare, fino a tornare alle condizioni originali in circa un anno.

- Le Novae nane, nelle quali i lampi ottici hanno

ampiezze di circa 5 magnitudini e si ripetono a intervalli di tempo che vanno da circa 100 giorni a qualche anno.

- Le Novae ricorrenti, che rappresentano una via

di mezzo tra le prime due: come dice il nome, infatti, si manifestano più volte, con la differenza rispetto a quelle nane che l'arco di tempo tra un evento e il successivo è di qualche decina di anni. Il lampo di luce è di circa 8 magnitudini.

Gli astronomi sospettano però che in realtà tutte le Nove siano ricorrenti con periodi tanto più ampi quanto più è alto il salto di magnitudine durante l'esplosione.

L’esplosione generata è di intensità assai minore rispetto all’evento più catastrofico che si verifica nell’universo, cioè a una supernova. Ecco perché le novae hanno una luminosità molto inferiore rispetto a una supernova e pertanto con le strumentazioni attuali è possibile individuare solo quelle che si verificano nelle galassie a noi più vicine. Tra le galassie più monitorate troviamo pertanto le famose M 31 (la Galassia di Andromeda), M 33 e M 81, anche se è possibile allargare il campo di ricerca ad altre galassie, come ad esempio M 32, M 83, M 110, NGC 2403, IC 342, tutte galassie distanti non oltre i 15 milioni di anni luce.

Le Scoperte del Team dell’Osservatorio

di Monte Baldo

Le novae extragalattiche sono fenomeni che si verificano molto più frequentemente rispetto agli eventi di supernova, ma essendo di luminosità molto inferiore sono solitamente seguite da

programmi professionali che utilizzano

strumentazioni di elevata qualità. Non è pertanto facile per gli astrofili ottenere delle scoperte in questo campo di ricerca, ma gli amici di Monte Baldo hanno voluto provare a intraprendere questa strada e i primi risultati ottenuti vanno

oltre qualsiasi più rosea aspettativa!

Gli scaligeri hanno deciso di monitorare sistematicamente, tutte le notti di sereno, le tre principali galassie cioè M 31, M 33 e M 81 utilizzando la loro strumentazione di tutto rispetto, costituita da un telescopio Ritchey–Chretien da 400 mm di diametro, f/8, su montatura GM 4000.

Sopra. Una rappresentazione artistica del fenomeno di Nova, in cui si vedono le due componenti, una gigante rossa e una nana bianca, nell'atto di sottrarre materiale alla compagna. Crediti: David Hardy/PPARC.

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