Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 100

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Coelum Astronomia

Calibrazione dei frame e altre considerazioni pratiche

Sebbene i sensori CMOS e CCD di ultima generazione soffrano molto poco di rumore termico, è consigliabile calibrare completamente i frame ottenuti con camere CMOS raffreddate facendo uso di opportuni dark frame che consentiranno anche di rendere molto più omogenea l’immagine (ad esempio eliminando il fastidioso amp glow).

Teniamo comunque in considerazione il fatto che un sensore CMOS tende a sviluppare parecchio calore durante l’uso (causa principale dell’amp glow, ad esempio) e – pur aggiungendo le celle di Peltier per il raffreddamento – la temperatura di esercizio sarà generalmente variabile entro un range ampio qualche grado. Una differenza importante rispetto ai CCD raffreddati, dove la termostatazione avviene invece con precisione molto più elevata (frazioni di grado).

Ragionando sulle modalità d’uso del sensore CMOS ci rendiamo subito conto che sarà necessario integrare una libreria di dark per ogni coppia (gain, offset) impiegata. E lo stesso varrà per tutti gli altri frame di calibrazione, ossia bias frame e flat frame. Con i CMOS assisteremo dunque a un proliferare di file di calibrazione con ovvie conseguenze sullo spazio necessario sull’hard disk del proprio computer.

Un'altra deduzione logica immediata è che con i sensori CMOS avremo generalmente un numero di frame decisamente elevato, soprattutto quando vorremo impiegare tecniche di lucky imaging. In quest’ultimo caso potremo avere anche centinaia e centinaia di frame, con uno spazio occupato su disco di diversi gigabyte.

Ciascun FIT ottenuto con una camera CMOS dotata di sensore tipo Panasonic MN34230 (16 megapixel) pesa 32 MB, dunque 100 frame

Amp Glow

L’Amplifier Glow, spesso accorciato in "amp glow", è un fenomeno di elettroluminescenza dovuto al disturboo elettronico e al calore dell’amplificatore di lettura. Gli elettroni prodotti da tale componente vanno a sommarsi agli elettroni che giungono sui pixel dall’esterno, falsando il valore reale, e dando luogo alla luminescenza talvolta ben visibile sulle immagini. Normalmente questo effetto è maggiormente riscontrabile nelle foto a lunga posa, poiché l’amplificatore lavora per più tempo. Anche altri elementi dei circuiti di controllo possono contribuire alla generazione di queste luminescenze.

Amp Glow

L’Amplifier Glow, spesso accorciato in "amp glow", è un fenomeno di elettroluminescenza dovuto al disturboo elettronico e al calore dell’amplificatore di lettura. Gli elettroni prodotti da tale componente vanno a sommarsi agli elettroni che giungono sui pixel dall’esterno, falsando il valore reale, e dando luogo alla luminescenza talvolta ben visibile sulle immagini. Normalmente questo effetto è maggiormente riscontrabile nelle foto a lunga posa, poiché l’amplificatore lavora per più tempo. Anche altri elementi dei circuiti di controllo possono contribuire alla generazione di queste luminescenze.

Lucky Imaging

Il termine lucky imaging (che in inglese significa "imaging fortunato") costituisce una tecnica di ripresa astrofotografica che fa uso di riprese (tipicamente filmati) ad alta velocità e con tempi di esposizione ridotti, tali da minimizzare gli effetti negativi del seeing. Nel lucky imaging infine si combinano assieme le esposizioni migliori (tipicamente una bassa percentuale del totale), generando un'immagine con esposizione totale equivalente molto più lunga.