Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 91

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vi potrà essere un limite pratico oltre il quale non diventa più conveniente andare. Se il sensore CMOS è invece dotato di un convertitore A/D a 14 bit il problema è meno sentito a basso guadagno.

In banda stretta, a causa dello scarso rapporto segnale/rumore che tipicamente caratterizza tali riprese, sarà necessario allungare le pose anche a diversi minuti per i soggetti più deboli. La scarsissima dinamica a disposizione, imposta dalle modalità ad alto guadagno, causerà probabilmente la saturazione delle stelle più brillanti presenti nel campo. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le stelle sature saranno statisticamente molto poche . Dovremo comunque tenere conto delle possibili eccezioni, pensiamo ad esempio a una ripresa in banda stretta sulla Nebulosa Fiamma (NGC 2024) con la vicinissima e brillantissima Alnitak (ζ Orionis) o IC 59 e IC 63 appena ad sudovest di Tsih (γ Cassiopeiae).

Si noti che su una reflex digitale cambiare la sensibilità ISO significa semplicemente variare il gain e tutte le proprietà riportate per i sensori CMOS si applicano alla stessa maniera. La differenza significativa è che le reflex digitali non sono raffreddate, anche se esistono soluzioni commerciali che aggiungono la termostatazione con celle di Peltier (vedi CentralDS). Altra differenza significativa è la risoluzione del convertitore A/D che generalmente è pari a 14 bit.

I risultati che cominciano a vedersi in rete mostrano le enormi potenzialità di queste tecniche di ripresa applicate al mondo dei sensori CMOS.

Sopra. Altra immagine di Emil Kraaikamp con strumentazione simile a quella citata

precedentemente. Il soggetto è la nebulosa planetaria NGC 1501 nel Toro. Questa volta il sensore è un CMOS a colori IMX224. 2300 pose da 1 secondo. Si noti la delicata trama interna alla nebulosa planetaria. La risoluzione raggiunta è elevatissima.(si veda il dettaglio ingrandito a sinistra).

Durante la lettura dell'articolo avete potuto vedere alcuni esempi, nel prossimo numero, terza e ultima parte di questa trattazione, applicheremo quanto fin qui discusso stilando una serie di linee guida per l’uso dei sensori CMOS in astrofotografia a lunga posa del cielo profondo.