Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 89

Alla luce delle analisi presentate, un primo giudizio che possiamo dare è che i sensori CMOS di ultima generazione sono molto efficienti addirittura alla pari, se non più efficienti, dei migliori sensori CCD in circolazione. Possiedono un’ottima dinamica, se usati a gain bassi, e hanno un rumore molto contenuto.

In secondo luogo possiamo affermare che più si alza il guadagno e più conveniente sarà produrre tantissime pose molto corte, anche solo pochi secondi. Questo vale soprattutto in condizioni di segnale debole, ossia in ripresa LRGB di zone molto deboli (pensiamo alla elusiva IFN – Integrated Flux Nebula) e in riprese a banda stretta, dove necessariamente si dovranno allungare i tempi di posa per raggiungere un rapporto segnale/rumore (SNR) sufficiente. Discorso simile può essere applicato a rapporti focali lunghi (F/8 - F/10) che richiederanno tipicamente di alzare il guadagno per raggiungere un sufficiente SNR.

La differenza col CCD è profonda: in un CCD il rumore di lettura è piuttosto elevato e sommare tante pose molto corte fa sì che il contributo del rumore di lettura renda vana la lunghezza totale della ripresa. Nel caso del sensore CMOS, invece, il contributo del rumore di lettura è minimo ad alto guadagno, ed essendo la dinamica disponibile estremamente limitata ad alto guadagno non avrà senso allungare le pose. Le parti più brillanti (ad es. le stelle ) satureranno immediatamente. Facendo un esempio numerico, se col CCD conviene riprendere 30 pose da 10 minuti, col sensore CMOS è invece più conveniente fare 150 pose da 120 secondi o 300 pose da 60 secondi e così via. Più si alzerà il gain e più piccola potrà essere la singola posa. Ad esempio, a gain molto elevati (e su soggetti particolarmente brillanti) potrà essere conveniente riprendere 3600 pose da 5 secondi ciascuna.

Questo tipo di modalità operativa, che ribadiamo essere molto differente dal CCD, offre una serie di vantaggi non indifferenti:

1. Grazie all’impiego di pose molto corte,

l’eventuale presenza di subframe rovinati (ad esempio mossi) risulterà meno penalizzante. Se perdiamo una posa da 20/30 minuti con un CCD perdiamo una fetta consistente della nostra integrazione totale, se perdiamo (anche decine) di pose da 5, 10, anche 60 secondi non ne faremo di certo un dramma.

2. A gain elevati potremo anche fare a meno

dell’autoguida. Subframe da pochi secondi sono molto permissivi in tal senso ed è addirittura possibile pensare di usare sistemi altazimutali purché motorizzati. Bisognerà tenere naturalmente conto della rotazione di campo, dunque il caso è un po’ al limite, ma per

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A destra. Analisi del rumore a gain=30 e offset=80. Vedi grafico 2 per spiegazione del metodo di analisi. Cortesia Marco Svettini.