Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 79

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La determinazione dei ricercatori della Cornell University vacilla, ma Elliot non demorde, e a metà febbraio decide comunque di tentare.

Il 5 marzo Elliot, Dunham e Mink decollano dal Moffet Field (California) a bordo del KAO e volano a Perth, dove verranno messi a punto gli ultimi dettagli, e un volo di prova nei cieli australiani condotto l’8 marzo conferma l’ottimo stato delle apparecchiature.

Arriva così il 10 marzo 1977, il giorno previsto per l’occultazione, che vogliamo descrivere in dettaglio (gli orari sono intesi in TU, se non indicato diversamente):

14:37 TU - Il KAO decolla dall’aeroporto di Perth. Secondo l’ora locale sono le 22.37.

20:05 - Sono trascorse 5 ore e mezza dal decollo e mancano circa 45 minuti all’ora presunta dell’occultazione. Si accende il registratore di bordo che tiene traccia su un foglio di carta della luminosità della stella. Non si sa mai… l’occultazione potrebbe iniziare prima del previsto… Ma ci sarà, un occultazione?

20:12 - Il segnale rilevato dal registratore si abbassa improvvisamente per sette secondi, indicando un calo di luminosità della stella. A bordo del KAO, però, nessuno se ne accorge.

20:13 - Dunham guarda il tracciato e nota la diminuzione di luminosità. Inizialmente si pensa a

Sopra. La fotografia coglie il momento in cui il registratore di bordo del KAO traccia la caduta di luce dovuta all’occultazione della stella SAO 158687 da parte di Urano. Crediti: Doug Mink - Harvard University.

A sinistra. Il telegramma di messa in allarme, scritto a mano dallo stesso James Elliot, fu inviato a Brian Marsden poco dopo le 21:00, annunciando le anomale e impreviste cadute di luminosità precedenti l’occultazione.

Ecco il testo del comunicato: «Pregasi di informare immediatamente gli Osservatori del Sud Africa che dal KAO sono state osservate occultazioni secondarie della SAO 158687, presumibilmente dovute a piccoli corpi in orbita intorno a Urano. Suggeriamo di continuare le osservazioni fino a quando possibile».