Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 76

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Coelum Astronomia

tra Toro e Gemelli, individuò un pianeta ancora più lontano. E il destino volle che venisse chiamato Urano, dopo che per un breve periodo il mondo astronomico corse il pericolo di doversi tenere per sempre un pianeta di nome “Giorgio”.

Il secondo sgarbo venne perpetrato proprio nel 1977, allorché Urano privò Saturno della sua peculiarità più unica e spettacolare: gli anelli. Ai nostri giorni, grazie soprattutto alle imprese spaziali, è ormai risaputo che i pianeti cosiddetti giganti – nessuno escluso – sono circondati da anelli più o meno vistosi. Il bello è che fino al 1977 nessun astronomo, neppure lontanamente, sospettava che potessero esserci altri anelli nel Sistema solare, anche perché una tale sistematicità sarebbe entrata in conflitto con la supposta effimera durata di tali fragili strutture, e con l’ipotesi che voleva gli anelli di Saturno nati da un evento casuale e irripetibile. Oggi stiamo invece cercando pianeti inanellati anche nei sistemi extrasolari e riteniamo che gli anelli non siano strutture “occasionali” ma che facciano parte della normale storia formativa dei pianeti gassosi (e forse non solo).

Al di là delle banalità mitologiche, dunque, la scoperta degli anelli di Urano può essere a pieno titolo annoverata tra le grandi scoperte effettuate in campo planetario. Certamente la più importante da quando Clyde Tombaugh, nel 1930, individuò il lontanissimo Plutone.

Tali considerazioni rendono ancora più importante il ricordo di quell’evento che diede origine a tutto questo e cercheremo di ripercorrere gli avvincenti momenti di quella scoperta.

Sopra. Nell’illustrazione sono indicate le circostanze e i tempi dell’occultazione che, nel marzo del 1977, consentì la scoperta degli anelli di Urano. Le deboli cadute di luce in corrispondenza del passaggio della stella dietro agli anelli non furono immediatamente ben interpretate, come si può evincere dal testo del comunicato IAU (in alto) in cui vengono attribuite alla probabile presenza di un piccolo corpo, forse un satellite sconosciuto. Solo l’analisi fotometrica dei dati acquisiti a bordo del KAO (vedi i grafici), condotta nei giorni successivi, consentì di mettere in relazione i “blackout” iniziali a quelli finali e di giungere quindi alla conclusione che le cadute di luce fossero attribuibili alla presenza di un sistema di anelli.

Central Bureau for Astronomical Telegrams

INTERNATIONAL ASTRONOMICAL UNION

Circular No. 3047

11.03.77

OCCULTATIONS BY URANUS

R. Barrow, Gerard P. Kuiper Airborne Observatory, has relayed word from Perth of successful observations by J. L. Elliot in the southern Indian Ocean of last night’s occultation of SAO 158687 by Uranus. A secondary occultation was also observed, this presumably being caused by a small body (not Miranda) in orbit about Uranus. J. Hers reports that heavy rain prevented observations in the vicinity of Johannesburg.