Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 73

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Radiotelescopi sempre più grandi. Perché?

di Jader Monari

Senza dubbio il faraonico progetto del radiotelescopio cinese FAST, così come il grande progetto SKA (Square Kilometer Array), ci dicono come i radioastronomi sappiano pensare in grande. Ma è davvero giustificata una simile corsa alla costruzione di strumenti così grandi e costosi?

Le dimensioni degli strumenti dipendono anche dalla lunghezza d’onda di lavoro e, purtroppo, in questo senso la radioastronomia è un po’ sfortunata. Per raggiungere grandi sensibilità e alti poteri risolutivi si devono costruire grandi strumenti opportunamente distanziati fra loro per applicare il principio della radiointerferometria. In pratica, dunque, più la lunghezza d’onda è “lunga” (o la frequenza è bassa) più gli strumenti devono diventare enormi. Per commentare sulla liceità di simili spese, dirò che anche le ricadute tecnologiche sul quotidiano sono altrettanto grandi. Basti pensare che per SKA sarà necessario cablare in fibre ottiche un continente intero. Un balzo tecnologico epocale, dato che questi sistemi serviranno non solo per trasportare i dati del radiotelescopio, ma anche per uso civile, per collegare università, ospedali, centri urbani… Pensiamo al beneficio che potrà trarne l’intero continente Africano!

Lo stesso ragionamento vale per il Sardinia Radio Telescope (SRT), la parabola da 64 metri

inaugurata nell'ottobre 2013 a nord di Cagliari, in località San Basilio: è attualmente il più moderno e il più performante radiotelescopio europeo. Ci sono volute 3000 tonnellate di acciaio, diecimila saldature, tolleranze di frazioni di millimetro: una specie di incrociatore che deve puntare con la precisione di un microscopio e ruotare meglio di un orologio svizzero. Una sfida incredibile, durata molti anni e alla fine vinta da INAF, ASI, Regione Sardegna e un pool di industrie italiane ed europee. Anche SRT guarderà il cielo profondo, cercando oggetti lontanissimi per capire com’è nato l’Universo o almeno se, quando era ancora molto giovane, avesse già fabbricato stelle e galassie.

Un radiotelescopio con le qualità e la sensibilità di FAST risulta molto vantaggioso rispetto ai concorrenti impegnati nella stessa ricerca, avendo la possibilità di scandagliare con maggior dettaglio più in profondità nel cosmo, raggiungendo un numero molto superiore di stelle. A tal riguardo, il NAOC, che detiene la proprietà di FAST, ha siglato un accordo con la Breakthrough Initiatives per partecipare all'iniziativa denominata Breakthrough Listen, per l’analisi SETI di un milione di stelle. Breakthrough Initiatives — diretto da Pete Worden e che vanta il sostegno di scienziati del calibro di Stephen Hawking e i finanziamenti di miliardari come Yuri Milner — ha già fatto parlare molto di sé durante il 2016 per la proposta, ai limiti della fantascienza, del progetto Breakthrough Starshot (di cui puoi leggere su Coelum Astronomia n.200), il progetto volto a raggiungere il sistema di Alfa Centauri in soli 20 anni.

In particolare, FAST si coordinerà con il Green Bank Telescope negli Stati Uniti e l’Osservatorio di Parkes in Australia, già coinvolti nell'iniziativa Breakthrough Listen.

Secondo quanto affermato dall’Accademia delle Scienze cinese, durante i primi due o tre anni di attività, il telescopio passerà attraverso una fase di accurata calibrazione, durante la quale gli scienziati cinesi potranno comunque iniziare a compiere osservazioni vere e proprie. Al termine di tale periodo, l’utilizzo del telescopio sarà aperto agli scienziati di tutto il mondo.

Essendo FAST il radiotelescopio più grande al mondo, è stata prevista anche una certa curiosità da parte del pubblico e dei turisti, che potranno visitare l’installazione (in piccoli gruppi… gli apparecchi radio sono ovviamente banditi!) che, nel prossimo futuro, sarà arricchita anche di un grande parco tematico e di un planetario (posto ad alcuni chilometri di distanza dall'Osservatorio), il tutto ovviamente con dimensioni ragguardevoli e ben proporzionate al grande radiotelescopio.